Il decreto federale sull’insegnamento musicale dei giovani merita un SI

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Votazioni del 23 settembre: l’opinione di Nicoletta Noi-Togni
Se guardo i bambini ed i giovani della Scuola di Musica del Moesano che si chinano con cura, quasi con devozione, sui loro strumenti, se li ascolto suonare e vedo i loro occhi rasserenarsi, allora non ho dubbi che questo loro impegno collabori, in primo luogo, al mantenimento della loro integrità psichica.

Un ordinamento iscritto, anche questo, nella Costituzione federale. E particolarmente necessario in un mondo in cui a giovani e bambini si richiedono prestazioni intellettuali sempre più competitive e la selezione è dietro l’angolo. La musica quindi, un modo per equilibrare lo sforzo mentale e soprattutto una zona quasi protetta per vivere le proprie emozioni, siano esse quelle positive, della gioia, dell’attesa, della speranza, siano esse quelle negative dello stress, della preoccupazione, del dolore e della frustrazione.

Per questo è tanto importante sostenere ogni e qualsiasi iniziativa che abbia per oggetto la musica e l’insegnamento musicale. Cosa che fa il decreto federale che siamo chiamati a votare il prossimo 23 settembre. Che si propone, tramite l’introduzione di uno specifico articolo sulla formazione musicale – in particolare per l’infanzia e la gioventù – nella Costituzione federale, di promuovere nelle scuole un’educazione musicale di qualità e si ripromette, qualora non vi fosse l’auspicata armonizzazione degli obiettivi di questa educazione musicale nei Cantoni, di emanare direttive ben precise all’indirizzo dei Governi cantonali. Sempre secondo la Confederazione giovani con particolare talento musicale dovranno essere sostenuti. Insomma – detto in breve – i Cantoni sono chiamati in via costituzionale ad occuparsi in modo approfondito dell’insegnamento musicale come si occupano d’altra parte degli altri ambiti scolastici. Questo significa anche che l’insegnamento musicale dovrà essere aperto a tutti coloro che lo desiderano o ne abbisognano, in quanto non dovrà più essere qualcosa che i meno privilegiati economicamente non si possano permettere. Per me un aspetto molto, molto importante. Non vorrei mai veder un bambino triste perché gli viene preclusa la possibilità di imparare a suonare.

La Svizzera quale Stato federalista non ha fin’ora una regolamentazione omogenea dell’insegnamento musicale nei Cantoni. Nel Cantone dei Grigioni, dove canto e musica hanno storicamente una loro collocazione nelle vallate e nelle regioni, c’è già oggi strutturazione a livello di Scuole di Musica e organizzazione per quanto riguarda i contributi dello Stato. Questo grazie all’esistenza di un’Associazione mantello che si impegna da sempre per ottenere finanziamenti ecc. Finanziamenti che però si devono sempre cercare come ci si deve sempre guadagnare la legittimazione stessa per operare sul territorio, essendo pur sempre le Scuole di Musica a matrice privata.

Questo articolo costituzionale che conferisce importanza all’insegnamento musicale e lo prescrive praticamente ai Cantoni, ci può aiutare molto. E soprattutto può aiutare i nostri giovani e bambini. Perciò di tutto cuore SI al decreto federale sulla promozione e formazione musicale dei giovani.

 

Nicoletta Noi-Togni, presidente della Scuola di Musica del Moesano