È il titolo del nuovo romanzo di Massimo Lardi
Professore in pensione, scrittore in piena attività, in autunno Massimo Lardi pubblicherà un nuovo romanzo. Il titolo è “Acque Albule”. Il nuovo volume, che sarà stampato dalla Tipografia Isepponi di Poschiavo, è promosso anche da Pro Helvetia.
Le prime righe della prefazione di Giorgio Luzzi sintetizzano il contenuto e la trama: “Pane e acqua. Acqua e pane. Sono i due elementi primari attorno ai quali, dall’esordio alla conclusione, ruota la vicenda di questo romanzo. Lo sono in senso non tanto simbolico quanto primariamente concreto, materiale. Pane è la fonte del lavoro del protagonista, fornaio in Roma immigratovi – secondo una consuetudine storica molto documentata – dalla Valle di Poschiavo.”
Proprio sul tema del pane Massimo Lardi sviluppa nel nuovo romanzo un discorso di largo respiro attorno alla problematica realtà del collettivismo e dell’anticapitalismo che si manifestava in parecchie città italiane all’inizio del 20. secolo. Sull’argomento lo scrittore si era soffermato brevemente anche nella pubblicazione del 2007 dal titolo “Quelli giù al lago”, mettendo in risalto l’arguzia analitica di Augusto Tuena, che esaminò su incarico delle autorità di Roma la disastrosa centralizzazione della panificazione a Catania. Grazie al suo rapporto del 1903 Roma riuscì a frenare le velleità collettivistiche nella quotidiana preparazione del pane.
Nella sua prefazione del nuovo volume Giorgio Luzzi si sofferma anche sull’altra parola chiave del romanzo, l’acqua: “Essa è, nella trama del romanzo, il luogo della vita e della morte: lì, ai bagni di Tivoli, nasce l’amore tra i protagonisti, dentro un’acqua curativa che ricorda singolarmente la piccola fonte solforosa in riva al lago di Poschiavo. E da qui il titolo del libro. E nell’acqua ha luogo il colpo di scena del finale del romanzo, finale che definirei irresistibile in senso propriamente narrativo.”
Il romanzo non riproduce solo determinate condizioni e situazioni sull’utilizzazione dell’acqua nella Valle di Poschiavo, ma favorisce la riflessione e innesca la discussione attorno all’ampiezza dei valori. Così Massimo Lardi, coniugando la memoria e il presente e trasformando la lontananza fisica in vicinanza mentale, mostra i valori morali, senza avere la pretesa di essere moralista. Questa impressione affiora anche nel seguente passaggio della prefazione di Giorgio Luzzi: “Lascio dunque che sia il lettore a trarre le conclusioni, a dire il vero estremamente stimolanti, relativamente alla visione storica e sociale verso la quale la lettura ci indirizza. Posso aggiungere che si tratta, a mio modo di vedere, del più irresistibile e inquieto dei romanzi di Massimo Lardi: dal giusto peso della trama, vitalizzata da una documentazione imponente quanto ben filtrata, al raggiunto equilibrio delle masse narrative, dalla distribuzione sapiente dei chiaroscuri, alla invenzione seduttiva dei colpi di scena, al filtro assai responsabile della documentazione storica e per così dire d’archivio in direzione di una lettura spettacolarizzata e davvero gratificante, ma anche – si badi – intimamente istruttiva.”

Fra poche settimane potremo dunque leggere e apprezzare la nuova opera di Massimo Lardi. Anche questa volta, con il suo lessico vicino al pulsare della vita e della società, il nostro scrittore prende per mano la lettrice o il lettore per accompagnarli in un viaggio dalle fantastiche scoperte, dai sorprendenti capovolgimenti che come tali avvengono nel momento in cui non si aspettano, dagli attimi salienti carichi di messaggi e di lampi emotivi. Anche in “Acque Albule” Massimo Lardi con il suo approccio diretto e quindi carico di forza didattica, stimola la riflessione e l’ispirazione e convince per la sua lingua sempre più elegante, accurata, distinta e, soprattutto, così vicina alla semplicità delle cose e dei valori che le avvolgono.












