Siamo davvero protetti sapendo solo l’italiano?

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Se la polizia cantonale non sa l’italiano – la testimonianza di G. Raselli
Riceviamo e pubblichiamo lo scritto di Giulio Raselli. L’autore si assume la responsabilità dei contenuti. Persone coinvolte godono del diritto di replica. La Redazione. 

Mercoledì mattina (12 settembre), mentre mi recavo al lavoro, tra Montebello e Pontresina un signore sulla cinquantina mi fa un cenno di fermarmi. Mi spiega di aver investito un capriolo e aver procurato qualche danno alla vettura. Fin qui niente di strano. Ma poi mi chiede di parlare con la polizia e spiegarle il caso. Chiedo perché. Non so il tedesco, non capiscono l’italiano. Le spiego con un tedesco (“poschiavinizzato”, ormai) ma capiscono.

Durante la giornata di mercoledì mi sono fatto più domande. Se era un incidente? O un fatto come quello che ha coinvolto la valle nei giorni passati? Con quale rapidità le autorità valligiane (Valposchiavo, Bregaglia, non dimentico la Mesolcina e la Calanca ma loro fanno parte di Bellinzona) riescono a correre in soccorso? Siamo veramente protetti sapendo solo l’italiano?

Giulio Raselli


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