Allo Zarera si serve il “Piatto dell’orso”

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Paola Bontognali dell’Albergo Ristorante Zarera ha messo l’orso nel piatto.
Lei che ha visto l’orso negli occhi, ora lo serve in tavola ai suoi ospiti.
Prenota subito il “Piatto dell’orso” al numero +41 81 844 12 82

Domenica scorsa mi sono fatto servire il “Piatto dell’orso” all’Albergo Ristorante Zarera di Sfazù [Valposchiavo].
Eccolo in tutto il suo splendore:

Un piatto per veri onnivori nel senso più gastronomico del termine. ( CLICCA PER INGRANDIRE )

 

Analogamente alla dieta dell’orso, anche questo piatto è destinato a dei veri e propri onnivori. Presenta una grande varietà di pietanze concentrate su un piatto ci circa quaranta centimetri di diametro, ma sono ben combinate fra di loro; non saranno servite sempre le medesime. A chi scrive sono capitate carni di agnello e di lepre, risotto ai mirtilli, castagne e uva, cavolo rosso, peperone sbucciato, coste e asparagi, senza dimenticare la terrina e il formaggio fresco. La cuoca propone in abbinamento anche una confettura in agrodolce e del miele locale, prelibatezza per orsi e umani.

“Qui allo Zarera l’arrivo dell’orso in Valposchiavo ci ha cambiato la vita. I quattro passi serali all’aperto sono meno spensierati. Molti nostri ospiti preferiscono farsi accompagnare nottetempo mentre fanno passeggiare il cane,” ci spiega la padrona di casa. “Nelle mie notti creative mi sono fatta ispirare dal mio incontro con l’orso, un animale che mi ha impressionato perché dagli occhi insensibili alla presenza altrui. Ora posso affermare – senza ombra di dubbio – che la sua presenza in Valle va definita «indiscreta».”

“L’orso in gabbia”, creazione di Paola Bontognali ( CLICCA PER INGRANDIRE )

 

Paola si è messa all’opera scegliendo dapprima l’argilla per la sua opera artistica e ha pensato bene di mettere subito in gabbia il plantigrado con reti e chiodi. E precisa: “Occorre sì recintare gli animali domestici per proteggerli da M13, ma è necessario rinchiudere anche l’orso, che non può convivere con l’uomo in una vallata così piccola e stretta, e con una presenza umana così diffusa sui versanti della montagna e nelle valli laterali.” Poi Paola Bontognali si è messa a creare una ventina di piatti di terracotta sui quali servire la sua nuova proposta culinaria – il ‘Piatto dell’orso’ – per offrirla ai suoi ospiti, fra sarcasmo, ironia e creatività gastronomica. Poiché si mangia e si gusta anche con gli occhi.

È stato un pranzo gustoso ed interessante, in buona compagnia, fra gusti nostrani, fra conversazioni sull’orso e sulla nostra vita bella in Valposchiavo. Ne vale la pena. Ci ritornerò.

I piatti a forma di testa d’orso realizzati da Paola Bontognali

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