Vendemmia storica a Campascio: buona e… poca la prima

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La prima in assoluto in Valposchiavo su un vigneto omologato
Si è svolta mercoledì mattina la prima raccolta dell’uva sauvignon bianco della casa vinicola Pietro Triacca di Campascio, Valposchiavo.

Incontro Piero Triacca mentre si stanno scaricando dal furgone le ultime casse di uva appena raccolta. Al giorno d’oggi non si vedono i cesti della tradizione e il tino su un rimorchio, ma solo moderne e pratiche cassette di plastica. Mi sembra che il nostro viticultore abbia un occhio che ride e uno che… sorride…: ”Beh, sono soddisfatto del primo raccolto, la qualità dell’uva è buona; ho misurato circa 90 gradi Oechsle che ci daranno un vino sui 12 gradi.”

Piero Triacca sorride alla mia domanda: quanti chili di uva raccolta…

 

Ma…, e questo sorriso? “Il vigneto è stato omologato per 2500 kg di uva su un’area di 2500 metri quadrati, che potenzialmente dovrebbe dare circa 2500 bottiglie di vino… Invece gli uccelli, in particolare i merli, me ne hanno mangiata tantissima…, troppa!” Il sauvignon bianco di Campascio non ha ancora un nome, o meglio non si svela ancora, e sarà pronto e imbottigliato alla fine della primavera prossima, dopo il necessario e opportuno affinamento.

Il rifrattometro permette di misurare i gradi zuccherini Oechsle dell’uva. Sono 90 e daranno un vino di circa 12 gradi.

 

Un vigneto a Campascio porta aria nuova anche a livello paesaggistico in Valposchiavo: posto ai piedi della chiesuola di Sant’Antonio, appena al di là della Ferrovia del Bernina, entra a pieno diritto nel perimetro del Patrimonio dell’umanità. Non è previsto intanto un ampliamento della superficie del vigneto, anche se sarebbe davvero un bel colpo d’occhio per Campascio e un’ottima rivalutazione della zona agricola del Brusiese. E Piero conclude laconicamente, com’è nel suo stile: “Prima di ingrandire la vigna, sarà meglio dare una regolata ai miei predatori, escogitando un rimedio efficace per tenere lontani i merli dai dolci grappoli di sauvignon.”

Dopo i vini poveri prodotti privatamente per uso proprio oltre una sessantina di anni fa nel basso Brusiese, fra pochi mesi gli amanti del buon bere potranno gustare e degustare il primo vino bianco DOC della Valposchiavo.

2500 metri quadrati di vigneto, situati fra la ferrovia e la strada che porta alla chiesetta di Sant’Antonio di Campascio (Valposchiavo)

 

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