La paura di campagne di vaccinazione obbligatorie
Premetto che non è mia intenzione entrare in una discussione politica o men che meno convincere chi legge a pensarla come me, anche perché ritengo che ognuno abbia la testa per ragionare da solo.
Nonostante ciò mi sembrano d’obbligo alcune correzioni e precisazioni a seguito dell’articolo pubblicato una settimana fa dal signor Daniele Raselli (leggi qui).
Il motivo che porta i referendisti a rifiutare la revisione della legge sembra essere uno solo: la paura di campagne di vaccinazione obbligatorie.
È vero, nel 2008-2009 sono stati vaccinati a tappeto i bovini, gli ovini e in parte i caprini contro la malattia della lingua blu. Difatti i risultati sono tutti lì da guardare. Non è affatto vero che si è trattato di una campagna superflua; se non avessimo vaccinato, le conseguenze sarebbero state ben più gravi. Per ulteriori informazioni in merito si può visitare il sito dell’Ufficio federale di veterinaria (www.bvet.ch); anche per gli studi effettuati sui presunti effetti collaterali del resto. Questa campagna è stata un’eccezione, che forse si ripeterà se ritenuto necessario, ma sicuramente non per forza.
Vorrei inoltre correggere l’errata affermazione fatta settimana scorsa sulla perdita di responsabilità e autonomia del veterinario cantonale. L’Ufficio cantonale sostiene in toto la revisione della legge e non è affatto di questo avviso.
Ricordo che PDC e PLR non sono partiti di sinistra e sostengono comunque la revisione di una legge del 1966 che non contempla ancora il sempre più importante concetto della prevenzione. Non penso proprio che, citando le parole di Daniele Raselli, tutti si siano lasciati “infinocchiare”, neppure l’Unione svizzera dei contadini!
Personalmente il prossimo 25 novembre voterò SI alla revisione della legge sulle epizoozie, tra l’altro per i seguenti motivi:
- perché la legge del 1966 non è più attuale. Volenti o nolenti, la globalizzazione e la maggior mobilità portano da noi anche nuove malattie
- perché mette in primo piano la prevenzione: prevenire è meglio che curare!
- perché sostiene la salute degli animali. Animali sani hanno bisogno di meno cure (tra cui l’uso di medicamenti come gli antibiotici), rappresentano la base del loro benessere e sono importanti per un futuro di successo dell’agricoltura
- perché regola a livello federale il finanziamento di programmi di lotta alle epizoozie
- perché mantiene alta la responsabilità dei tenitori di animali e da loro più diritti
- perché vengono proibiti commerci illeciti di animali (p.es. quello purtroppo conosciuto di cuccioli di cani)
- perché non sono assolutamente contemplate campagne di vaccinazioni obbligatorie, come sostengono erroneamente i referendisti.











