Trascorrere il periodo finale della vita con dignità

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Più autodeterminazione grazie al testamento biologico
Il nuovo diritto di protezione degli adulti, in vigore dal 1° gennaio 2013, crea una base legale unitaria e chiara per il testamento biologico (direttive del paziente o dichiarazione anticipata di trattamento) e ha come scopo il rafforzamento del diritto di autodeterminazione in caso di mancata capacità di discernimento.

Il testamento biologico è infatti l’espressione della volontà da parte di una persona (testatore) capace di intendere e di volere in merito alle terapie che intende accettare o rifiutare nell’eventualità in cui dovesse trovarsi nella condizione di non poter esprimere la propria volontà. Nel testamento biologico vi può anche figurare una persona con potere decisionale sui provvedimenti medici.

Il testamento biologico richiede la forma scritta, va munito di data e deve essere firmato di proprio pugno. La sua esistenza può essere registrata sulla tessera di assicurato. I medici e gli operatori sanitari devono attenersi alle dichiarazioni anticipate del paziente. Se le volontà del testatore dovessero però contenere disposizioni illegali (p.es. eutanasia attiva diretta), queste non sono vincolanti. Il testamento biologico può essere modificato in ogni tempo.

Il nuovo diritto di protezione degli adulti specifica inoltre le persone che hanno diritto di decidere in vece del paziente in merito ai provvedimenti medici, nel caso non dovesse esistere un testamento biologico.

La possibilità di designare i provvedimenti medici non è nuova. Il diritto di protezione degli adulti unisce le diverse disposizioni finora emanate dai cantoni in un’unica base legale valida in tutta la Svizzera e contribuisce a far chiarezza tra il paziente senza capacità di discernimento e i suoi congiunti e tra il personale medico.

La conferenza in merito al testamento biologico in programma per venerdì 18 gennaio 2013 alle ore 20.00 nella sala del Centro parrocchiale di Poschiavo illustrerà le nuove disposizioni entrando nella problematica medico-legale. La parte giuridica verrà affrontata da lic. iur. LL.M. Fabiola Monigatti, membro dell’Autorità di protezione dei minori e degli adulti APMA Engadina/Valli meridionali, mentre l’aspetto medico verrà approfondito dal dott. med. Emanuele Bontognali.


Cure palliative – per saperne di più

Ne sentiamo parlare sovente e ci chiediamo: “Ma cosa sono queste cure palliative?” Ipotesi e congetture si rincorrono, conferendo però spesso a queste cure un profilo non corretto. Oppure preferiamo non parlarne affatto, come se l’evitare il discorso ci esonerasse dal dover affrontare temi come le malattie incurabili e il periodo finale della nostra vita. Ma non possiamo! La medicina fa sì passi avanti, ma non tanto da poter escludere dalla nostra esistenza le malattie incurabili, alle quali troppo velocemente si abbina il preconcetto ”non c’è più niente da fare”. Ed è in queste situazioni che entrano in scena le cure palliative. Quando la guarigione non è più possibile, l’obiettivo dei trattamenti palliativi è quello di garantire la migliore qualità di vita possibile, accompagnando dal punto di vista terapeutico, spirituale, psicologico e sociale una persona durante l’ultima fase della sua vita, offrendo nel contempo un sostegno ai congiunti.

Parliamo quindi di vita, fino alla fine. E vogliamo farlo, anche grazie alla mostra allestita nell’atrio del Centro parrocchiale di Poschiavo da sabato 19 gennaio a venerdì 25 gennaio 2013, aperta tutti i giorni dalle ore 14:30 alle 17:30 e dalle 19:00 alle 21:00.


Maria Lardi