“Insegno a Bergamo”… ma “de hura o de hòta?”

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Intervista a Francesca Olgiati, da tre anni insegnante a Bergamo
La giovane insegnante valposchiavina sulla sua esperienza alla Scuola Svizzera, fondata nel 1892 da un industriale glaronese. Fra insegnamento, domande sul trenino rosso e sull’orso… e uno sguardo verso il futuro.

Finita la formazione di insegnante di scuola dell’infanzia all’Alta Scuola Pedagogica a Coira, Francesca Olgiati ha salutato il Cantone dei Grigioni e si è diretta verso Bergamo. “Non c’erano posti vacanti nel Grigionitaliano”, ci spiega la valposchiavina classe 1985: “Avevo sentito parlare delle Scuole Svizzere e l’idea di insegnare con il metodo svizzero però all’estero mi piaceva molto. Ho trovato due alternative, una era a Bergamo. All’inizio non ne ero molto convinta. Pensavo fosse una cittadina di provincia poco interessante. Dopo alcuni giorni ho comunque inoltrato la candidatura, perché continuava a frullarmi in testa il nome Bergamo e perché era un’esperienza da prendere al volo. Mi sono presentata e sono stata assunta.”  

Veduta su Bergamo, capoluogo dell’omonima provincia lombarda. Qui da tre anni vive e lavora Francesca Olgiati di Poschiavo.

 

Ed è così che Francesca da tre anni insegna alla Scuola Svizzera di Bergamo… de hòta, cioè nella Città Bassa del centro lombardo. La giovane maestra cresciuta a Poschiavo si racconta a IL BERNINA, in un’intervista fra il professionale e il privato.

Una svizzera a Bergamo…

Ci sono due domande che mi vengono sempre poste. Quando sono in Italia: “Ma cosa ci fai qui?”; quando sono a Poschiavo: “ Bergum de hura o de hòta?”. E poi: “Per essere svizzera parli bene l’italiano”! Ci sono dei colleghi italiani che non riescono a capire perché io parli italiano. Come già detto, solitamente sono molto interessati al perché una svizzera si trovi in Italia. Molti conoscono anche la Valposchiavo e chiedono spesso informazioni sul trenino, sulle passeggiate e i più informati anche sull’orso.


…. e come ti senti?

Bergamo è una città bellissima e vivibile. Le persone sono aperte ed estroverse. Quando le serate iniziano a farsi più lunghe e il caldo si fa sentire è piacevole godersi degli aperitivi stratosferici o una bibita nella piazza vecchia della Città Alta. Inoltre ci sono ottime offerte anche a livello culturale e in poche ore si raggiungono stupende località del Nord Italia. Quindi che dire: mi sento bene!

Bergamo per Francesca è una città bellissima e vivibile, piena di offerte culturali.

 

Hai detto che insegni alla Scuola Svizzera. Cos’ha di particolare questa scuola?

È una scuola privata in cui si insegna in lingua tedesca, partendo dalla scuola dell’infanzia fino alle medie. A partire dai quattro anni, quindi dal secondo anno di scuola dell’infanzia, i bambini vengono introdotti alla lingua inglese in modo ludico, dalla prima media a quella francese. Naturalmente l’italiano è sempre presente, specialmente nei primi anni. La maggior parte degli alunni è di madrelingua italiana (ca. l’85%), alcuni di loro hanno anche la cittadinanza svizzera o tedesca.


E come nasce la Scuola Svizzera di Bergamo?

È la più antica Scuola Svizzera all’estero riconosciuta dalla Confederazione. È stata fondata come “scuola privata Legler” nel 1892 a Ponte San Pietro, un paese nella provincia di Bergamo. La famiglia Legler, proveniente dal Canton Glarona e tuttora molto importante nella regione bergamasca, aveva creato una fabbrica tessile, una delle maggiori industrie locali, e la scuola doveva provvedere all’istruzione dei figli dei dipendenti, nonché di tutti i bambini di madrelingua tedesca della provincia. Siccome il numero di alunni aumentava di anno in anno, nel 2005 la scuola è stata trasferita a Bergamo in una sede più ampia.


Più in generale: che cos’è una Scuola Svizzera all’estero? Che scopo ha?

Sono scuole riconosciute e sostenute finanziariamente dalla Confederazione. Lo scopo principale è la formazione di alunni svizzeri, ma hanno anche uno scopo politico, economico e culturale. Quindi un motivo è anche quello di far conoscere la Svizzera all’estero. Per ogni Scuola Svizzera all’estero c’è un Cantone patrocinante, che sostiene pedagogicamente il lavoro scolastico. La Scuola Svizzera di Bergamo è sostenuta dal Canton Glarona, quella di Milano, per esempio, è seguita dal Cantone dei Grigioni.


E come sono i rapporti con le scuole in Svizzera e in Italia?

Da quest’anno i rapporti con le altre scuole si sono rafforzati. Stiamo collaborando con la Scuola Svizzera di Milano, così da poter avere un confronto tra le scuole e per assicurare sostegno e collaborazione tra gli insegnanti. Inoltre gli alunni delle medie hanno avuto la possibilità di incontrare dei ragazzi di una scuola a Glarona.

A Bergamo si trova la più antica Scuola Svizzera all’estero.

 

Prima parlavi di metodo svizzero d’insegnamento…

Come metodo pedagogico seguiamo la scia di Johann Heinrich Pestalozzi, un pedagogo svizzero. I bambini imparano ad usare la testa, ma anche il cuore e la mano. Perciò ci sono le materie cognitive, ma anche quelle pratiche e più “spirituali”. Nei primi anni di scuola testa, cuore e mano vengono intrecciati durante l’insegnamento. Finiti gli anni di studio i ragazzi di terza media dovrebbero avere le conoscenze necessarie per continuare gli studi in Svizzera, così come in Italia.


Chiudiamo tornando a te: se guardi al futuro, che progetti hai?

In un futuro prossimo mi vedo ancora a Bergamo. Più in là non guardo e mi lascio sorprendere!