Un po’ di Valposchiavo a Milano

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24 – 25 gennaio 2013
Un seminario internazionale per riunire associazioni culturali, studiosi del patrimonio culturale immateriale, giuristi e istituzioni. Il convegno si svolge nell’ambito di un progetto interreg, al quale per la Valposchiavo partecipano il Polo Poschiavo e la Società Storica.

Un momento di bilancio e progettazione nato dall’incontro tra Regione Lombardia e SIMBDEA (Società italiana per la Museografia ed i Beni Demo-etno-antropologici), con il sostegno del Segretariato della Convenzione Unesco per la Salvaguardia del patrimonio Culturale Immateriale e il patrocinio della Commissione Nazionale Unesco.

Prima regione italiana ad essersi dotata di una legge ad hoc (la legge 27 del 2008, per la Valorizzazione delle eredità intangibili) e capofila del progetto ECHI (Etnografie italosvizzere per la valorizzazione del patrimonio immateriale, www.echi-interreg.eu), la Lombardia apre una strada innovativa di dialogo tra la società civile e le istituzioni della cultura.

Ma cosa significa patrimonio culturale immateriale? Come costruire un percorso di apertura dei paradigmi patrimoniali al senso di appartenenza e ai significati sociali, allontanandosi dall’approccio storico artistico e monumentale che condiziona pesantemente il nostro immaginario collettivo? Come possono i saperi e i valori che stanno dietro il ricamo di un merletto, la preparazione di un piatto tipico, la musica suonata con strumenti che pochi conoscono, un canto, i modi di far festa, i saperi della natura, una tecnica di pesca o di costruzione navale assumere valore di patrimonio culturale dell’umanità? Come e chi identifica e decide cos’è il patrimonio culturale degno di essere trasmesso alle generazioni future e salvaguardato nel presente?

 

In questa occasione e tentando di esplorare e rispondere a domande come queste, si darà vita ufficiale ad un progetto nato un anno fa a Roma: la rete italiana delle ONG per la Salvaguardia del patrimonio culturale immateriale. La fondazione in Italia di questa rete vuole essere il primo passo per la creazione di programmi permanenti di monitoraggio, valorizzazione, ricerca e documentazione del PCI, in una prospettiva di reale partecipazione delle “comunità, gruppi ed individui” attori, portatori di diritti e primi responsabili della trasmissione di patrimoni culturali vivi nel mondo contemporaneo.