Cassiano Luminati sul tema di grande attualità
Il prossimo 3 marzo saremo chiamati ad esprimerci in merito alla candidatura grigionese ai Giochi Olimpici. Il Gran Consiglio ha votato a maggioranza (pur senza raggiungere l’unanimità) a favore, rimettendo al popolo sovrano la decisione finale.
I fautori del sì hanno messo in luce gli aspetti positivi del mega-evento (turistici, di immagine, infrastrutturali), minimizzando allo stesso tempo quelli negativi (impatto ambientale, costi sicuri e forse sottostimati, benefici tutti da dimostrare), che invece vengono sottolineati dal Comitato per il No e dagli altri detrattori.
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Trovo condivisibili alcune delle critiche: ad esempio, il beneficio di immagine per St. Moritz sarà marginale, dato che la località che ama fregiarsi del claim ‘Top of the World’ è già ad altissima notorietà globale; è anche vero che quasi sempre, in fase di candidatura e fino all’evento, esiste la tendenza a sottostimare i costi per la collettività e a sovrastimare ricavi e benefici allo scopo generare consenso politico e che (non a caso) spesso non si realizzano studi post-evento per verificare se e in che misura i tanto millantati vantaggi siano stati realizzati.
Quello che finora è mancato nel dibattito a livello locale è un punto di vista di costi e vantaggi per la Valposchiavo. Un conto sono i costi e i vantaggi per la Confederazione nel suo complesso e per il Cantone in particolare, altro sono le valutazioni di opportunità per la Valposchiavo, che in qualità di presidente della Regione mi sento in obbligo di fare, pur sostenendo in linea di massima l’idea di questa candidatura.

Costi e vantaggi dei mega-eventi non si distribuiscono uniformemente all’interno dell’area e della comunità ospitante. Alcune aree beneficiano in misura decisamente maggiore di altre, che potrebbero invece essere addirittura danneggiate dai Giochi.
Si stanno proponendo Giochi Olimpici ad alta sostenibilità ambientale, ma l’attuale progetto di candidatura non considera in nessuna maniera i collegamenti con l’Italia, in particolare con la Lombardia, nonostante la vicinanza dei suoi 3 aeroporti con linee low cost e nonostante sia un mercato ricco (non a caso considerato uno dei quattro motori dello sviluppo economico dell’Europa) con quasi 10 milioni di abitanti sicuramente interessati ai Giochi. Non è difficile stimare un aumento del traffico per via dei Giochi, che non potrà non interessare anche la Valposchiavo accentuando gli attuali problemi di mobilità.
Ho dovuto constare come la Valposchiavo, malgrado la sua vicinanza al luogo principale di svolgimento dei giochi e la sua posizione strategica di collegamento stradale e ferroviario con la Lombardia, è stata ignorata in tutta la fase di preparazione del dossier di candidatura. A Sud dell’Engadina sembra non esista nulla. E con il voto, ci viene chiesto di accettare il “pacchetto completo” senza nessuna possibilità di intervenire; per il bene di tutti, ci si dice.
L’associazione per la promozione della candidatura è stata fondata da rappresentanti della Confederazione, di Swiss Olympic, del Cantone e delle località ospitati di St. Moritz e Davos. Alla Valposchiavo, così come ad altre regioni immediatamente limitrofe ai luoghi dei Giochi, non è stato chiesto, neppure a titolo puramente consultivo, di fornire un contributo progettuale, che ad esempio avrebbe permesso di segnalare i problemi di traffico e le opportunità di aprire i giochi a Sud.
Nulla di nuovo sotto il sole, ahimè: nuovamente non veniamo considerati interlocutori degni di nota. Anche in sede di Gran Consiglio, durante il dibattito di dicembre, sembra che le esigenze della Valposchiavo non siano state fatte sentire. C’è chi propone che dovremmo essere noi valposchiavine/i (autorità, Ente Turistico, industria privata) ad ingegnarci per fare in modo che i vantaggi connessi ai Giochi si realizzino anche da noi.
Lungi da me negare lo spirito imprenditoriale delle nostre concittadine e dei nostri concittadini e la capacità d’azione delle nostre autorità comunali. Nondimeno, dalla “periferia” in cui spesso chi sta al centro ci relega è difficile sia cogliere i problemi, sia affrontare le opportunità, se a monte non vengono create le condizioni politiche per poter partecipare alla progettazione di un evento di tale portata.
Adesso ci viene chiesto, con il voto, di legittimare il progetto Olimpiadi senza garanzie di poter intervenire. Forse, come molti dicono, il gioco vale la candela. Ribadisco, i costi sono certi. Suddividendo i costi stimati di Confederazione e Cantone, ogni valposchiavina/o, in caso di realizzazione dei giochi, pagherà attraverso le casse pubbliche oltre CHF 2000, circa 10 milioni per la Valposchiavo.
È troppo chiedere sin d’ora la garanzia di essere rappresentati nella “cabina di regia” della candidatura prima e dei Giochi dopo, di modo da poter essere meglio in grado di tutelare i nostri interessi e di poter essere messi nelle condizioni ottimali per sfruttare i tanto sbandierati benefici economici ed infrastrutturali per tutti?
Personalmente sono curioso di sentire la risposta di Gian Gilli, direttore della candidatura, a questa e ad altre domande venerdì prossimo durante la serata pubblica a Poschiavo. E non mi accontenterò di risposte retoriche. Per un mio SÌ nell’urna il 3 marzo sono necessarie garanzie sin d’ora.
Cassiano Luminati
Presidente Regione Valposchiavo e Presidente Ente Turistico Valposchiavo












