No a deputati di categoria B, sì all’iniziativa per elezioni eque

0
10

Le riflessioni di Nicoletta Noi-Togni
Se il prossimo 3 marzo il popolo grigionese è chiamato a votare, tra gli altri oggetti, anche sul credito di 300 milioni destinato alle Olimpiadi del 2022 a San Moritz, questo lo dobbiamo alla minoranza politica in Gran Consiglio.

Sono stati infatti i deputati della sinistra (16 di 120 in quel momento) a proporre e far votare in questo senso il plenum. Caso più unico che raro e dovuto ad una perfetta argomentazione da parte dei proponenti che non ha lasciato scampo ad un rifiuto da parte del plenum. Pena l’impopolarità per i Granconsiglieri se così non fosse stato e l’accusa di intrasparenza da parte dell’opinione pubblica.

Caso raro dicevo, perchè generalmente la minoranza politica nel Gran Consiglio dei Grigioni, stretta tra i massicci blocchi dei partiti borghesi (liberali 40, popolari cristiani 32, popolari democratici 27) si vede sistematicamente rigettare le proposte che porta avanti anche quando queste sono ragionevoli e giuste. Io stessa da anni lotto contro questo avvilente stato di cose. E io stessa in Gran Consiglio ho solo visto accolte le mie proposte quando un no da parte del plenum avrebbe fatto così a pugni con la logica da richiamare l’attenzione (votazione da parte dei deputati prima del giuramento a inizio legislatura, conteggio degli astenuti nelle votazioni in GC) o ancora quando ne andava direttamente della salute dei deputati (introduzione del defibbrillatore cardiaco). Cose queste che ho raggiunto, ma senza una sentenza del Tribunale federale non sarebbe stata sopressa l’indecente prassi del numero chiuso per le scuole medie contro la quale avevo dall’inizio lottato, mentre nulla aveva potuto la mia protesta contro la ripartizione dei costi per le case di cura e per anziani, destinata a favorire nettamente il Cantone e a penalizzare i Comuni le cui conseguenze le stiamo “pagando” ora. Da manuale anche il rifiuto del GC per la traduzione in italiano e in romancio delle proposte di legge per i dibattimenti in Parlamento, da me richiesta e perorata con minaccia di ricorso al Tribunale federale se ciò non fosse avvenuto. Minaccia che ha comunque avuto il suo effetto poichè ha portato a far realizzare la mia proposta subito dopo il no del GC.

Questo per far vedere come – in un sistema di schiaccianti maggioranze politiche come nel Parlamento dei Grigioni – sia difficile se non impossibile, non essere deputati di categoria B se non si appartiene a qualcuno dei partiti forti nell’emiciclo. E questo indipendentemente dalle qualità del singolo deputato. E non importa neppure essere in una Commissione del GC poichè anche in queste si riproduce la stessa dinamica che vige nel plenum. I rapporti di forza sono infatti uguali. Che ciò non rispetti il principio costituzionale di eguaglianza (fatto già stigmatizzato da più parti a livello federale e a rischio di intervento da parte dello stesso Tribunale federale) e neppure la democrazia che – quale governo del popolo – non prevede rappresentanti di categoria A o B mi sembra chiaro. Chiaro è anche che se il Parlamento discrimina – in quanto non appartenente ad un partito di maggioranza – una persona democraticamente eletta in una determinata regione, esso discrimina l’elettorato stesso di quella regione.

Ma perchè nel Cantone dei Grigioni ci troviamo in tale situazione ? Perchè i Grigioni, a differenza degli altri cantoni svizzeri (fa eccezione Appenzello Interno con un sistema di voto che si assomiglia a quello grigionese) elegge il Gran Consiglio con il sistema maggioritario invece che con quello proporzionale. Favorendo così i partiti numericamente forti e non lasciando spazio alle formazioni più piccole, diversificate e indipendenti dai partiti. Che sole potrebbero creare una breccia nella muraglia che da sempre, in Grigioni, erigono i partiti (più o meno) storici. Gli stessi che oggi si schierano contro l’Iniziativa in votazione dichiarando che con il sistema vigente – maggioritario – si eleggono « teste », cioè persone e non partiti (come mai allora abbiamo da sempre solo partitoni in GC ?) ed evocando lo spettro di minor rappresentanza per le regioni periferiche. In effetti votando a livello di distretti certe regioni perderebbero seggi (1 il Moesano). La domanda quì è se ci serve più la quantità o la qualità. Gli esempi sopraccitati stanno a dimostrare che la quantità non serve. La giustizia invece si, e la possiamo richiamare solo cambiando paradigma. Per questo all’iniziativa per un’elezione equa del Gran Consiglio dei Grigioni serve un SI il 3 di marzo.

 

Nicoletta Noi-Togni