Sì al proporzionale: la persona o il partito?

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Le considerazioni di Stefan Ograbek per le votazioni del 3 marzo
Da circa quarant’anni partecipo a questa discussione: gli avversari del metodo più diffuso in Svizzera (con i Grigioni rimane soltanto Appenzello Interno a rifiutare il proporzionale!) continuano ad affermare che le elezioni maggioritarie tengono maggiormente conto della personalità del candidato, anziché del partito che egli rappresenta.

Quante volte il nostro candidato Martin Bundi ha ottenuto brillanti risultati al primo turno per le elezioni al Governo, per poi farsi battere in ballottaggio da un candidato inizialmente meno votato di lui? Eppure veniva regolarmente (ri)eletto in Consiglio Nazionale. Cosa succedeva? Il blocco borghese, dovendo attribuire l’ultimo seggio, si coalizzava concentrando i voti sul competitore ed escludendo di fatto una personalità largamente conosciuta ed apprezzata…

Personalità o partito?


Quando Claudio Lardi venne eletto in Governo, si gridò quasi al miracolo: niente di tutto ciò! Dopo il primo turno UDC, PPDC e PLD non erano riusciti a raggiungere i rispettivi obiettivi: perciò concentrarono le proprie risorse unicamente sul proprio candidato. Risultato: dal ballottaggio a 4 uscì vincente il candidato socialista. In quell’occasione, infatti, ogni partito doveva guardare per sé, senza fare alleanze, senza sostenere esterni, pena il rischio di esclusione.

Personalità o partito?


Quando chi scrive venne a sorpresa eletto in Gran Consiglio (1987) per il Circolo di Roveredo, cosa era avvenuto? Al primo turno l’UDC aveva ottenuto due seggi su tre; di più non poteva e non voleva pretendere… Essendo i progressisti (UDC) acerrimi nemici di pipidini e liberali, al secondo turno concentrarono tutte le loro forze sulla candidatura socialista, pur di bloccare i due partiti citati. Il risultato fu l’elezione di un socialista grazie al sostegno democentrista (sì, proprio così!). Al termine della legislatura i due partiti avversari si unirono, decretando la fine dell’avventura e riportando la ripartizione ai tradizionali livelli (1+1+1).

Personalità o partito?


Se io voto con il maggioritario, ed oltre al mio favorito intendo esprimere un suffragio a favore di un candidato diverso, cosa combino? Ambedue salgono di un punto, rimanendo in parità: tanto valeva rimanessi a casa!

Se io voto con il proporzionale (poniamo per 5 seggi, come al Nazionale), ed ho un amico di un’altra lista che voglio sostenere, la mia scheda perde solo 1/5 del suo valore – contrariamente a quanto espresso sopra – e “obtorto collo” me lo posso permettere.

In sintesi: è proprio il proporzionale che mi permette di favorire una personalità al di fuori del mio schieramento, mentre il maggioritario me lo vieta.

Personalità o partito?


L’iniziativa oggi in consultazione popolare è da noi sostenuta ed abbiamo collaborato alla sua stesura definitiva: ma non è stata lanciata da noi! Il primo iniziante è nientemeno che quel Christoffel Brändli (UDC pura razza!), che dopo l’esclusione della sua sezione cantonale dal partito svizzero e la susseguente nascita del PBD, si è reso conto che con il sistema vigente il suo gruppo sarebbe rimasto poca cosa a livello di Legislativo cantonale! Così anche i verdi liberali e singole personalità si sono accodate.

Personalità o partito?


Lo spazio concesso non permette di illustrare tutti i dettagli; tuttavia il metodo proposto prevede anzitutto un allargamento dei collegi elettorali (probabilmente le regioni) ed una ripartizione che tenga conto della consistenza della popolazione regionale e della realtà politica (doppio Puckelsheim). L’attuale ripartizione su 39 circoli – con enormi differenze di suffragi fra piccoli e grandi circoli – è stata dichiarata anticostituzionale dal Tribunale Federale: chi è eletto con una manciata di voti, ha in Gran Consiglio lo stesso peso di chi ha raccolto migliaia di voti (es. Calanca vs Coira).

Perciò, a nome degli iniziativisti e dei sostenitori, raccomando caldamente un SÌ il prossimo 3 marzo.


 

 

Stefan Ograbek