Da “era ora” a “una sconfitta per la Valposchiavo”

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Reazioni contrastanti sull’uccisione di M13
IL BERNINA ha raccolto alcune reazioni a caldo dopo la notizia dell’abbattimento dell’orso. Chi giudica l’uccisione dell’animale una sconfitta per la Valposchiavo, chi la conferma dell’impossibilità di una convivenza fra uomo e orso nel nostro territorio. [Plinio Pianta, Alessandro Della Vedova, Orlando Lardi ecc.]

“Finalmente ha prevalso il buon senso”, commenta Tomaso Capelli su IL BERNINA, protagonista alcuni mesi fa di un incontro ravvicinato con M13 (leggi la lettera di Tomaso Capelli). Plinio Pianta, presidente di AmAMont e membro del gruppo divulgazione oggettiva grandi predatori, afferma invece: “Si rivela la correttezza di quanto da tempo dicevamo, e cioè che nei nostri territori alpini una convivenza con i grandi predatori non è più possibile.” Lo stesso Pianta aggiunge: “Se si vuole vedere qualcosa di positivo nella vicenda di M13, è che questa esperienza, unitamente a quella precedente dell’orso JJ3, ha permesso di comprovare definitivamente l’impossibilità di introdurre grandi predatori nelle nostre zone alpine.”

Parole di rammarico giungono da Orlando Lardi, che parla di una sconfitta per la Valposchiavo: “Anch’io in certi momenti della giornata non avrei voluto incontrare l’orso. Questo timore non dà però il diritto di condannare a morte.” L’oste del borgo conclude: “Insomma, sono contro la pena capitale anche animale.”

Dal canto suo, il podestà del Comune di Poschiavo Alessandro Della Vedova ci tiene a chiarire alcuni aspetti: “La situazione ormai non era più gestibile, una decisione andava presa.” Tant’è vero che ieri lo stesso Comune di Poschiavo aveva chiesto a gran voce lo spostamento di M13 (leggi il comunicato). “Prendiamo atto della scelta delle autorità competenti di uccidere l’orso”, aggiunge il podestà, che precisa: “Le autorità comunali non sono state coinvolte in questa decisione.”