Gratitudine e rispetto verso gli anziani

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Di nonni e di avi – chiusa la discussione
Che immagine abbiamo noi oggi dell’anziano? A questa domanda ho trovato delle risposte molto contrastanti e che incitano a pensare ulteriormente alla condizione della generazione più vecchia nella nostra società.

Da un lato è venuta a galla l’immagine del sentimento d’inutilità e d’inadeguatezza che spesso è presente nell’anziano. Sentimento inevitabile vedendo a che velocità si muovono le generazioni più giovani e, di conseguenza, qualsiasi cosa da queste creata. L’anziano fa fatica a stare al passo coi tempi, non può più dare il contributo che vorrebbe alla società e si sente tralasciato: il mondo corre davvero troppo veloce.

Poi, però, dall’altra parte c’è chi vede un anziano che apprezza l’evoluzione della nostra società, un anziano forte grazie alle sue esperienze, tranquillo e che non ha più nulla da dimostrare. Ha imparato a non lasciarsi più condizionare dall’ansia del progresso e del cambiamento e sa trovar quiete nella sua quotidianità. Immagini contrastanti queste, molto. Ma c’è un punto sul quale tutti concordano: l’anziano resta saggio.

Nonni e nonne, avi e ave cercano di trasmettere tutto ciò che sanno della vita attraverso racconti ed aneddoti, con la forza della parola. Forza che, almeno questa, davvero non è soggetta né a “mode” né a correnti e che, prendendosi beffa del tempo che corre e che tutto pretende di cambiare, resterà per sempre unica.

Ognuno di noi è protagonista del suo tempo. Far tesoro di questo periodo per poi poter insegnare in futuro è una ricchezza che mai nessuna tecnologia ed evoluzione potrà sminuire. Per questi anziani che mettono a disposizione il proprio bagaglio ai più giovani, vi è gratitudine. Gratitudine e rispetto. E il minimo che si possa fare è mostrare interesse, condividendo differenze e similitudini tra le generazioni e fungendo a nostra volta da stimolo. Questo, sarà senz’altro reciproco.

 

Elisa Bontognali


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