Risposta alla lettera aperta del Signor Plinio Pianta
L’autore si assume la responsabilità dei contenuti. Persone coinvolte godono del diritto di replica. La Redazione.
Prendiamo atto con dispiacere della disdetta del Signor Plinio Pianta dalla sua qualità di socio dell’Ente Turistico Valposchiavo. Cogliamo l’occasione per ringraziarlo pubblicamente per il prezioso sostegno che ci ha voluto finora accordare. Ci rincresce non solo l’ammontare del contributo del Signor Pianta per il rifugio a Li Piani (pari a CHF 157.80), quanto piuttosto la sua mancata adesione ai valori di fondo che ispirano l’azione dell’ETV in un momento delicato come quello che stiamo vivendo.
La perdita di qualunque socio è un segnale che va colto. Ne prendiamo spunto per condividere alcune riflessioni sulla rilevanza del contributo di tutti al bene comune. Su quella che, con espressione quanto mai azzeccata, viene definita the tragedy of the commons, la tragedia dei beni comuni, che si verifica nei casi in cui tali beni vengono depauperati a causa del comportamento dei singoli che pur agendo in maniera razionale secondo il proprio punto di vista finiscono con il danneggiare l’interesse collettivo.
Le attività dell’ETV sono in gran parte rivolte al rafforzamento di quel bene comune che è la notorietà e l’immagine della Valposchiavo. Come nel caso dei marchi aziendali, l’immagine di una destinazione turistica è un bene di tipo intangibile, ma che non per questo non genera benefici. Un marchio forte, le imprese private lo sanno, permette di vendere di più e a un prezzo maggiore.
Per costituire un marchio occorre investire. Si tratta di investimenti, e non di costi, dato che la loro utilità non si esaurisce nell’anno in cui vengono svolti ma si protrae nel tempo, stimolando lo sviluppo futuro. Purtroppo, capita che gli investimenti aumentino nel tempo, e anche le quote associative dell’ETV (dopo essere rimaste immutate dal 1995) sono aumentate. Ma cosa è immune dall’inflazione oggi?
A differenza di investimenti e quote associative, che sono ben tangibili, i benefici di un bene come l’immagine di una destinazione turistica non si possono toccare con mano, dando spazio a chi – in buona fede o “per non pagare il dazio” – vorrebbe negarli. Si può allora dire – contando sul fatto che è difficile essere smentiti – che tanto i clienti sarebbero arrivati lo stesso. Tale ragionamento è però scorretto: si trascurano i risultati degli investimenti effettuati per rendere la Valle nota e attrattiva sul sempre più iper-competitivo panorama delle località turistiche svizzere e internazionali. Senza tali investimenti, i turisti magari non sarebbero arrivati la prima volta, o forse – invece di ritornare in Valle grazie anche alla pubblicità che ricorda loro le belle esperienze vissute – avrebbero potuto decidere di provare una nuova destinazione, magari tra quelle che investono in maniera ben più aggressiva della Valposchiavo. Oltre che scorretto, tale ragionamento può avere conseguenze pericolose. Se si smette di investire, magari per qualche anno, per inerzia, i clienti continueranno ad arrivare, ma poi cosa accadrà? Smettendo di investire nel presente si distrugge il futuro.
A differenza delle marche private, il marchio Valposchiavo è un bene comune che genera utilità non solo per gli Associati dell’ETV, ma anche per chi non lo è e, pur senza contribuire all’investimento, continua a beneficiare delle sue attività: ovvero quelli che, nel linguaggio dell’economia, vengono chiamati free rider, come chi viaggia in treno senza pagarne il biglietto.
Da parte nostra, ci rendiamo conto di come ad alcuni possa sfuggire la mole di attività svolte quotidianamente dall’ETV per favorire il turismo in Valle: iniziative promozionali di varia natura (partecipazioni a fiere e pubblicità per attirare turismo qualificato, sito web, relazioni con i media e i tour operator), sviluppo di pacchetti turistici, attività di info point e di distribuzione dei servizi ricettivi dei nostri partner. Giusto per fare un esempio, nel corso del 2012 sono state organizzate 22 visite di giornalisti che hanno generato uscite stampa sui media svizzeri e stranieri; sono state fornite informazioni sull’offerta turistica della Valle, per email e al telefono, a 3’500 persone; il sito www.valposchiavo.ch ha generato 122’000 contatti; sono stati venduti un centinaio di pacchetti vacanza e organizzate 85 visite guidate di Poschiavo e di Brusio. Di fronte a tale mole di attività, ci sembra incorretto parlare di una diminuzione delle prestazioni o dei servizi svolti dall’ETV.
Per il futuro, provvederemo a comunicare meglio agli Associati e alla popolazione della Valle, al di là dei momenti ufficiali come le assemblee annuali, di come le attività promozionali e i progetti speciali realizzati dall’ETV contribuiscano a generare valore per tutti.
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Cassiano Luminati
Presidente dell’Ente Turistico Valposchiavo











