Meeting di Rimini: Emergenza Uomo

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34esima edizione dal 18 al 24 agosto 2013
Il 18 agosto apre i battenti la settimana riminese. In questo articolo alcune anticipazioni.

Il titolo del Meeting 2013 “EMERGENZA UOMO” arriva da lontano. Da una scelta fatta l’anno scorso, come di consueto a chiusura dell’edizione precedente. Ma soprattutto da un’espressione di Don Giussani del 1988 che fa impressione per quanto sembra addirittura intagliata nella descrizione dell’oggi, di questa “dissociazione universale” in cui siamo immersi e che ci detta un compito: ridare identità all’umano. È talmente urgente questa necessità, talmente attinente al motivo stesso per cui noi cristiani siamo al mondo, che nelle settimane scorse abbiamo sentito echeggiare espressioni simili anche nelle parole di Papa Francesco, e più di una volta. Lo ha detto nella veglia di Pentecoste con i movimenti, il 18 maggio: “Questo momento di crisi, stiamo attenti, non consiste in una crisi soltanto economica; non è una crisi culturale. È una crisi dell’uomo: ciò che è in crisi è l’uomo! E ciò che può essere distrutto è l’uomo! Ma l’uomo è immagine di Dio! Per questo è una crisi profonda!”

Lo ha ribadito nell’udienza del 5 giugno: “La persona umana è in pericolo: questo è certo. La persona umana oggi è in pericolo, ecco l’urgenza dell’ecologia umana! E il pericolo è grave perché la causa del problema non è superficiale, ma profonda: non è solo una questione di economia, ma di etica e di antropologia”. Persino ai bambini, due giorni dopo, ha tenuto a precisare che “quello che è in crisi è il valore della persona umana, e noi dobbiamo difendere la persona umana”.


La sete del volto

Strappare la vita all’anonimato. Rendere persona la storia. Là dove emerge l’umanità vera. È questo l’orizzonte del prossimo Meeting. Uno degli ospiti, il teologo ortodosso Aleksandr Filonenko (fra l’altro oggi professore di filosofia) spiega perché oggi “è l’uomo in crisi!”, come ci ricorda il Papa. E perché per vivere serve vedere la speranza. Egli ci dice: ”Ero un matematico. Per essere sicuro che il cristianesimo fosse vero, dovevo vedere almeno un uomo che viveva così”. Oggi si vergogna di averlo pensato, davanti alle foto dei millesettecento martiri della Chiesa russa raccolte nei fascicoli del KGB, a cui è dedicata la mostra per il Meeting.

Ma all’epoca Aleksandr Filonenko era soldato, figlio della società sovietica e convinto che la religione, se non proprio oppio per il popolo, comunque semmai potesse compensare soltanto le mancanze umane. Finché non è arrivato Pavel Florenskij a contraddire tutte le sue idee: “Una vita stupefacente dentro l’inferno. Io ero pronto ad abbandonare tutto per andargli dietro. Ma era morto. Ricordo che dissi ad un amico: ‘Ci sarà ancora qualcuno che vive così?’ A questa domanda non potevo rispondere in modo teorico. Dovevo cercare.”

Ed ha trovato. VOLTO DOPO VOLTO. Tutta la vita del filosofo ucraino ortodosso parla di questa sete di volti. “Quelli degli uomini davanti a cui voglio vivere”. E grazie ai quali scopre il suo. È questo, per lui, l’orizzonte del prossimo Meeting: quando e come l’umanità vera si manifesta, emerge dall’anonimato. Così egli racconta perché si tratta della nostra speranza.


Una luce nelle tenebre – Le mille facce dell’emergenza uomo

Da Agostino all’Europa, passando per Chesterton, Planck e tanto altro. Mostrare che l’emergere dell’umano è possibile, non solo lanciare un grido d’allarme. È questo l’intento del Meeting. E il vasto panorama di incontri, storie e testimonianze, ha questo scopo, pur in una condizione di emergenza come è quella attuale. Sarà quindi l’editorialista irlandese John Waters ad approfondire il tema “Emergenza uomo”. Mentre a portare la propria testimonianza su “Cosa ridesta l’umano”, interverranno Aleksandr Filonenko, professore di Filosofia all’Università di Chark’ov, gli americani Anujeet Sareen (manager) e Jonathan Fields (musicista). E ancora il professore dell’Università di Pechino Tianyue Wu e la cambogiana Claire Ly.

Tra gli incontri di maggior rilievo, è da segnalare quello con il maestro Lev Dodin, regista e drammaturgo russo e direttore artistico del Maly Drama Theatre di San Pietroburgo, che introdurrà il pubblico a “Teatro e libertà”; su diritto e giustizia, Joseph Weiler, della New York University School of Law; su scuola e capitale umano, Elizabeth M. King, della World Bank. Uno sguardo al passato per capire l’oggi con l’archeologo Giorgio Buccellati. Per chi volesse partecipare o avere informazioni sul Meeting di Rimini:




Plinio Pianta