L’opinione di Plinio Pianta
Nella sua risposta alla lettera aperta del sottoscritto, Cassiano Luminati, accusa il colpo, all’apparenza, con quasi signorilità. L’autore si assume la responsabilità dei contenuti. Persone coinvolte godono del diritto di replica. La Redazione.
In sostanza invece, come è sua indole, notoria, non può però poi fare a meno, con un giro di parolone, ovviamente passando dall’inglese (cosa che magari potrebbe far pensare a chissà quale ultima “trovata” scientifica), tramite questa sua retorica “specialistica/globalizzata” egli tenta di colpire comunque ancora (anche se probabilmente gli avrebbe giovato di più starsene zitto, zitto).
Il suo comunque è un tentativo maldestro. Nella, purtroppo, in gran parte perversa, logica modernista della notorietà e dell’immagine, la logica cioè soltanto dell’apparire e dell’apparenza a tutti i costi, della mai abbastanza inneggiata “logica di mercato”, cioè del “vendersi” o tentare di vendersi (… quello che significa poi in fin dei conti l’altro parolone “marketing”), che senso ha parlare di “valori”, quando in sostanza si tratta unicamente di mercato dell’effimero, della “volatilità”… , mentre per la persona il “valore” dovrebbe essere qualcosa di sostanziale e che ha durata, almeno una certa durata (infatti un “valore”, formale astratto e che non dura è una contraddizione del termine “valore”, è in ultima analisi un non- senso, cioè diviene di fatto un “non-valore”)! Quando le relazioni umane sono ridotte alla pura logica della compra-vendita (risp. della domanda/offerta), esse perdono appunto ogni valore comune. Ebbene da questa logica di non-valori (o semmai di valori astratti) non possono scaturire nemmeno “beni comuni”!
Non c’è pertanto da meravigliarsi se la ormai vecchia logica dell’economia e anche del turismo ridotto a mero mercato (pura compra-vendita) produce semmai soltanto valori astratti e effimeri (anche se citati con marchi, cifre e statistiche) e non più valori effettivi e affettivi, di passione e di attaccamento al proprio territorio, ai suoi abitanti, alle persone.
Si è ben detto negli ultimi tempi da svariate fonti autorevoli che anche l’economia è in crisi… e che non si tratta soltanto di una crisi congiunturale o strutturale… e ben si é detto che anche nell’economia le cause effettive di tale crisi semmai derivano piuttosto dalla perdita di fiducia, sia nelle istituzioni, ma anche negli attori della società e della politica.
E appunto, in mancanza di “valori comuni”, non si crea nemmeno più fiducia e solidarietà che potrebbe generare “beni comuni”.
Anche per investire si necessita proprio della fiducia, che a sua volta crea solidarietà e voglia di impegnarsi! Ora, perché manca questa fiducia, cosa vuol fare l’ETV con delega alla RVP? Fare una legge sulle tasse per il turismo, cioè una brutta copia di quella proposta dal Canton Grigioni e bocciata sia nel Cantone e in modo plebiscitario anche in Valposchiavo il 25.11.2012!!
Perché i cittadini della Valposchiavo dovrebbero ora aver fiducia in una nuova legge per la Regione Valposchiavo quando hanno già respinto la proposta cantonale? Dobbiamo tener ben presente che la solidarietà non si impone e non si ottiene per legge, anzi semmai si otterrà il contrario!
È troppo comodo pensare in grande e far pagare agli altri le proprie visioni di grandeur! Questa non è solidarietà, questo modo di agire semmai vien definito in altro modo! In questo senso la “tragedia” è semmai piuttosto il modo scorretto di pretendere il cambiamento degli altri senza pensare che dapprima uno dovrebbe partire da sé, dal cambiamento di se stesso: altrimenti appunto il tutto rappresenta invece nient’altro che una triste tragicommedia!
Per approfondire:











