Una decisione storica per il Museo poschiavino
Il Consiglio di fondazione del Museo poschiavino circa un anno fa ha accettato di prendere in gestione ed esporre due nuove collezioni inaugurate venerdì 16 agosto 2013 alla presenza di autorità, organi di stampa e collaboratori del Museo.
La sfida sta nel fatto che si tratta di una collezione di arte etrusca e una collezione di arte indiana, donate anni fa al Comune di Poschiavo e da questi affidate al Museo: un museo nato nel 1950 a vocazione prettamente etnografica. Per la prima volta amplia i propri orizzonti e apre i suoi locali a nuove culture, a mondi lontani. Del resto la storia della Valposchiavo è impregnata di continui scambi con altre culture, dovuti sia alla sua collocazione geografica – una regione di transito fra nord e sud – sia al forte passato di emigrazione vissuto dalla popolazione valligiana. Un’apertura verso altri tempi e altri spazi, quindi, che ben si sposa con la tradizione e la mentalità dei valposchiavini.

In una suggestiva sala ricavata da locali di servizio, un raffinato ornamento femminile testimone dell’emigrazione valposchiavina dei tempi passati e una serie di domande esistenziali su pannello, scritte in lingue diverse, inducono a soffermarsi a riflettere su chi siamo, da dove veniamo, dove inizia la storia, chi è il nostro Dio, di chi sarà il futuro… E accompagnano Il visitatore nel passaggio fra la cultura locale, esposta nel Palazzo de Bassus-Mengotti, e le nuove collezioni di culture straniere, collocate nei locali dell’ala ovest dello stesso edificio, prima adibiti a ufficio e ora appositamente ristrutturati. Una sorta di “sala di decontaminazione”, così la definisce il presidente del Museo poschiavino Gustavo Lardi, che aiuta ad aprirsi a nuove visioni e a intraprendere un viaggio attraverso il tempo e lo spazio.

Da qui si accede alla sala centrale dedicata ai donatori delle due collezioni. La signora Gertrud Rennhard (1916-2010), di Zurigo, ha realizzato una ricca collezione di oggetti etruschi ed ellenici, in parte anche islamici, durante i suoi innumerevoli viaggi e soggiorni all’estero, soprattutto quale collaboratrice del Dipartimento degli Affari Esteri. In ricordo delle vacanze che da bambina trascorreva in valle, la signora Rennhard ha voluto lasciare al Comune di Poschiavo la sua ricca collezione tramite i suoi esecutori testamentari ed amici, i signori Roland Steffan e Hans-Jörg Schwabl, di Dresda, che ora hanno curato l’allestimento dell’esposizione.

La collezione d’arte indiana, invece, è stata donata al Comune nel 1991 dal sangallese Roland Christen (1913-1995), sposato con l’oriunda poschiavina Irma Dorizzi. Realizzata durante i dieci anni trascorsi per lavoro in India, la raccolta – finora già esposta a Poschiavo dapprima in Casa Torre e poi in un appartamento – testimonia il suo attaccamento alla filosofia e alla religione di quel Paese. Due persone, dunque, i donatori, che hanno vissuto nello stesso periodo in parti del mondo diverse, con un’uguale sensibilità nei confronti del bello e dell’arte, sviluppando un rapporto approfondito con la cultura dei paesi ospitanti ed entrambe legate affettivamente alla Valposchiavo.

Attorno alla sala centrale si aprono altri tre locali, che accolgono rispettivamente la sala dei tesori, la sala dedicata alla cultura etrusca e la sala destinata all’arte indiana: ceramiche, sculture in legno, bronzi, piccole statue, vasi, oggetti di tutte le fogge che raccontano di popoli, storie, religioni, credenze, spiritualità lontane con cui è interessante misurarsi. Le collezioni sono state presentate con passione e competenza da Roland Steffan, etnologo ed ex direttore del Museo delle culture di San Gallo, che, insieme al suo assistente Hans-Jörg Schwabl, con grande impegno e attenzione ha seguito personalmente tutto il processo di concepimento e realizzazione dell’allestimento della nuova esposizione. Il concetto espositivo è opera di Johannes Schlatter, di Niederteufen. L’esito è eccellente. Frutto di un grande lavoro di squadra, i nuovi locali espositivi parlano di una ristrutturazione ben riuscita; di un allestimento classico, elegante, fine; di professionalità, cura del dettaglio, buon gusto, senso artistico e abilità artigianale. Traspare, oltre alle competenze professionali, l’amore che i curatori vi hanno riversato.

Piena soddisfazione, una giusta punta di orgoglio e tanta gratitudine per quanto si è riusciti a creare sono state espresse dal presidente della Fondazione Museo Gustavo Lardi e dai rappresentanti politici e della cultura del Comune di Poschiavo, Karl Heiz e Renato Isepponi. Il processo che ha portato al risultato ottenuto, comunque, è stato lungo e spesso difficile: trattative, proposte, compromessi, ricerca di soluzioni e poi la svolta, un anno fa.
Le nuove collezioni rappresentano per Poschiavo due piccoli, prestigiosi gioielli che, grazie al confronto, arricchiscono la nostra cultura e i nostri orizzonti. Un’ulteriore sfida sta ora nel cercare di sviluppare le competenze locali necessarie per valorizzare adeguatamente il patrimonio ereditato.
- Fotografie di Pierluigi Crameri












