Legge sulle abitazioni secondarie
Risposta dei granconsiglieri valposchiavini alla lettera aperta del Presidente della PER Roberto Nussio.
Il Presidente della PER Roberto Nussio ha perfettamente ragione: non si conosce ancora il contenuto esatto della nuova legge federale, ma è chiaro che il futuro di certi „munt“ e delle vecchie case non più abitate nel fondovalle come residenze secondarie è a rischio. Per scongiurare questo pericolo dobbiamo fare il possibile per evitare una legislazione troppo restrittiva. La questione è stata discussa intensamente in Gran Consiglio nella sessione di agosto appena finita (sulla base dell‘interpellanza Pedrini del 24 aprile 2013). Presentiamo qui un riassunto della situazione.
Il problema
L’11 marzo 2012 è stata accettata l‘iniziativa popolare „Basta con la costruzione sfrenata di abitazioni secondarie!“. Al fine di migliorare la sicurezza giuridica, il Consiglio federale ha deciso di disciplinare in un‘ordinanza le questioni più impellenti (Ordinanza sulle abitazioni secondarie OAS). La nuova normativa è entrata in vigore il 10 gennaio 2013 e si applicherà fino a quando non entrerà in vigore la legge federale esecutiva. L‘ordinanza disciplina fra l’altro il cambiamento di destinazione di edifici quali rustici e maggenghi utilizzati in passato a scopo agricolo. Tocca anche case nel fondovalle oggi vuote, che non potrebbero in futuro essere usate come abitazioni secondarie: pochi proprietari sarebbero disposti a risanare case vecchie vuote se non possono in seguito affittarle come residenze secondarie.
La posizione del Governo del Cantone dei Grigioni
Senza entrare in considerazioni giuridiche dettagliate, citiamo alcuni dei punti principali della risposta scritta del Governo all‘interpellanza Pedrini nonché della discussione in Granconsiglio:
„In linea di principio, tutti gli edifici abitativi che non vengono sfruttati come abitazioni principali, bensì come abitazioni secondarie per vacanze o per il fine settimana, ecc., sono soggetti all’ordinanza del 22 agosto 2012 sulle abitazioni secondarie (OAS) del Consiglio federale. Ciò vale indipendentemente dalla posizione e dall’appartenenza a una zona delle abitazioni in questione, quindi anche per abitazioni a livello di maggengo come rustici, cascine, capanne di caccia e simili.
Se rustici o cascine di questo tipo esistevano già l’11.3.2012, la loro esistenza futura nel quadro della superficie utile lorda (SUL) attuale è naturalmente assicurata in base alla garanzia dei diritti acquisiti. Un ampliamento della SUL rappresenta tuttavia un determinato conflitto con l’articolo sulle abitazioni secondarie, anche nel caso in cui un simile ampliamento sarebbe ammissibile in base alle prescrizioni vigenti sulla costruzione al di fuori delle zone edificabili (EFZ)... Per evitare il rischio di sentenze giudiziarie dal tenore diverso che potrebbero limitare il margine di manovra del legislatore a questo proposito, i progetti di ampliamento andrebbero per ora rimandati.
La domanda… se a livello di maggengo siano ammissibili nuovi sfruttamenti abitativi in seguito alla trasformazione di vecchi edifici rurali agricoli (stalle e simili) interessa tutt’altra tematica. Nell’art. 5 la OAS in vigore ammette tali trasformazioni di stalle e simili a scopo di abitazione secondaria solo per categorie ben precise di oggetti, vale a dire espressamente per “edifici protetti tipici del paesaggio” conformemente all’art. 39 cpv. 2 e 3 dell’ordinanza federale sulla pianificazione del territorio (OPT). Affinché un edificio venga considerato “edificio protetto tipico del paesaggio” conformemente all’art. 39 cpv. 2 e 3 OPT, tra le altre cose il paesaggio e l’edificio devono essere stati messi sotto protezione nel quadro della pianificazione delle utilizzazioni. Rispettive pianificazioni delle utilizzazioni cresciute in giudicato esistono nella zona di Hinterrhein, mancano invece ad esempio in Mesolcina, motivo per cui lì contrariamente all’ipotesi dell’interpellante l’art. 5 OAS non trova applicazione. La verifica della presenza dei presupposti per una pianificazione delle utilizzazioni di questo tipo in Mesolcina o in altri luoghi andrebbe effettuata nel quadro della pianificazione direttrice regionale, in base ai relativi criteri del piano direttore cantonale. “
Dato che in Valposchiavo non esistono „edifici protetti tipici del paesaggio“, trasformazioni di edifici finora agricoli in „munt“ non sono possibili: una regolazione chiaramente troppo restrittiva anche per il Governo, come lo dice nella sua risposta: „Nel processo legislativo in corso, il Governo si impegna affinché anche nella legge venga integrata una disposizione corrispondente all’art. 5 OAS. D’altro lato, il Governo si impegna anche affinché oltre agli oggetti secondo l’art. 39 cpv. 2 e 3 OPT (cosiddetti edifici tipici del paesaggio), anche gli oggetti in zone degne di essere conservate (art. 33 OPT), nonché oggetti protetti secondo l’art. 24d cpv. 2 LPT (edifici protetti) possano essere trasformati anche in futuro a scopo di abitazione secondaria, in modo da garantire un pari trattamento delle regioni svizzere con i loro diversi principi di protezione.“
Nella lettera aperta del Presidente della PER, come pure durante la discussione in Gran Consiglio, è stato menzionato l‘esempio del Canton Ticino, dove sono state approvate dopo la messa in vigore dell‘OAS numerose domande di trasformazione di edifici agricoli in rustici. Come spiegato dal Presidente del Governo on. H.J. Trachsel, la Confederazione ha fatto ricorso contro ogni singolo permesso così rilasciato. Siamo d‘accordo che non sarebbe una buona tattica per il Cantone dei Grigioni andare apertamente contro un‘ordinanza federale. Si otterrebbe invece di più cercando con i mezzi democratici a disposizione di influenzare la nuova legge nel nostro senso.
Cosa fare adesso?
L‘avamprogetto della legge federale sulle abitazioni secondarie è stato pubblicato dal Consiglio Federale e verrà discusso per la prima volta nel parlamento quest‘autunno (http://www.admin.ch/ch/i/gg/pc/documents/2360/Abitazioni-secondarie_LF-Progetto_it.pdf). È dunque il momento giusto per i rappresentanti del nostro Cantone per fare pressione con l‘obiettivo di ottenere una legislazione ragionevole: dobbiamo, nelle valli del Grigionitaliano, poter come nel passato risanare, ampliare e trasformare in modo moderato edifici esistenti di scopo originalmente agricolo in „munt“. Dobbiamo anche assicurare che il risanamento del patrimonio architettonico dei borghi non venga impedito da una legislazione troppo rigida. Poschiavo non è St. Moritz o Crans-Montana, non vogliamo soluzioni estreme!
Possiamo assicurarvi, cari concittadini, che tutti i rappresentanti politici del Cantone, Governo, parlamentari federali e non per ultimo i vostri Granconsiglieri, sono pienamente sensibilizzati e fanno il loro possibile per raggiungere una legislazione federale, poi cantonale, accettabile per la nostra regione. Vi terremo informati dei prossimi sviluppi.
Karl Heiz
Alessandro Della Vedova
Dario Monigatti











