1:12 basta

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Votazioni federali del 24 novembre 2013
Le raccomandazioni di voto del Partito Socialista.

 

Sì all’iniziativa 1:12

Con quest’iniziativa i Giovani socialisti affrontano il tema ricorrente in una democrazia dei rapporti fra economia e società. Dobbiamo accettare tutto quanto l’economia vuole imporci? Non deve intervenire lo stato quando l’economia non si sa regolare da sola? Non è la democrazia che definisce le regole della convivenza? I salari dei manager sono aumentati negli ultimi anni in modo sproporzionato e ingiustificato. Nessun CEO può meritarsi con il proprio lavoro – anche se di grande responsabilità – una paga di 50 o 100 o addirittura più di 200 volte superiore a quelle dei propri impiegati. Salari e bonus di certi manager offendono i valori della giustizia sociale propri della democrazia. Ma esattamente questo è successo negli ultimi vent’anni.

Inoltre questo sviluppo è una delle cause della grande crisi finanziaria, che ha portato l’UBS sull’orlo del collasso. Più rischi, più guadagni, più bonus: nel 2009 la Confederazione ha dovuto intervenire per salvare l’UBS con i soldi dei contribuenti! I salari esorbitanti dei manager occupano e preoccupano la popolazione, come dimostra l’accettazione massiccia dell’iniziativa Minder nella primavera scorsa. Concedere più diritti agli azionisti però non basta per riportare alla normalità i rapporti salariali. Nelle grandi imprese i manager continuano ad attribuirsi paghe milionarie. L’iniziativa 1:12 va oltre ed è necessaria, se vogliamo un ritorno alla normalità.

L’iniziativa dei Giovani socialisti chiede che nella stessa azienda il salario massimo non possa essere superiore a 12 volte quello minimo. Se il salario minimo si aggira sui 4000 franchi, il salario massimo risulterà di oltre mezzo milione, più di quanto guadagna un consigliere federale. Aumentando i salari minimi – questo lo scenario previsto – si potranno aumentare anche i salari massimi. Con un rapporto 1:12 l’iniziativa lascia un grande spazio di manovra a tutte le imprese. La stragrande maggioranza delle nostre 300’000 ditte non ne sarà neanche toccata.

Il PS Grigioni sostiene l’iniziativa e sottolinea che gli scenari catastrofici presentati nella propaganda degli oppositori non corrispondono alle analisi sulle conseguenze dell’iniziativa elaborate da economisti indipendenti. Un Sì del popolo svizzero all’iniziativa 1:12 lancia un importante segnale a tutto il mondo economico.


NO all’iniziativa UDC per uno sgravio fiscale delle famiglie ricche

In un primo momento l’iniziativa UDC sembra simpatica, noi tutti riconosciamo la grande importanza dell’educazione dei bambini. Risulta tuttavia fuorviante se si studiano i dettagli. Oggi, grazie agli sgravi decisi con le ultime revisioni fiscali, oltre il 50% delle famiglie non paga imposte a livello federale. Ad approfittare dell’iniziativa sarebbero quindi soprattutto le famiglie con redditi alti. Grandi perdite causerebbe invece ai Cantoni, nei Grigioni una minore entrata di 11 milioni di franchi. In tutto si calcola che l’iniziativa costi 1,4 miliardi di franchi alla mano pubblica. Inoltre introduce deduzioni incompatibili con il nostro sistema fiscale, che permette deduzioni solo per spese effettive. Per questo chi affida i propri bambini alla cura di asili nido può detrarre una parte dei costi. Non dobbiamo dimenticare poi che l’economia svizzera ha bisogno del lavoro femminile. Oggi le donne vengono formate professionalmente al pari degli uomini. Il loro contributo nel mondo del lavoro è indispensabile, se non vogliamo che l’immigrazione di manodopera estera cresca ancora di più. Un no a questa iniziativa non è sicuramente un no al sostegno per le famiglie.


Sì alla vignetta a 100 franchi

La vignetta autostradale esiste dal 1985. Nel 1995 il suo prezzo è stato adeguato al rincaro e aumentato da 30 a 40 franchi. È dunque ora di adeguarlo un’altra volta, anche perché l’utilizzazione delle strade nazionali in Svizzera risulta troppo a buon mercato rispetto alle autostrade all’estero. La vignetta costerebbe 100 franchi per un anno intero, 40 franchi per chi la vuole utilizzare per non più di due mesi (turisti). I proventi del contrassegno autostradale servono a finanziare la costruzione, l’esercizio e la manutenzione delle strade nazionali. L’aumento a 100 franchi è abbinato a un decreto federale, che intende ampliare la rete delle strade nazionali di 400 chilometri. Fra queste si trova anche il passo del Giulia, che permetterebbe al nostro Cantone di risparmiare in futuro i costi per la sua manutenzione. Il PS Grigioni raccomanda di votare sì, anche se non all’unanimità. C’è molta comprensione per chi non vuole aumentare le entrate per la costruzione delle strade, che contribuiscono al continuo aumento del traffico accompagnato da rumori e emissioni nocive.


 

Partito Socialista Grigioni