Monigatti (PS), Zanetti (PLD) e Pola (PDC) sul voto del 9 febbraio
Dopo aver dato spazio all’UDC, il partito vincitore della votazione sull’iniziativa contro l’immigrazione di massa, in questo contributo IL BERNINA dà voce agli esponenti degli altri partiti.
In Valposchiavo l’UDC starebbe sottraendo terreno al PDC. È una voce diffusa. Così abbiamo chiesto direttamente al presidente della sezione valligiana, Piero Pola, se questa corrisponde a verità. Ecco la nostra domanda: Pola, il SÌ di domenica 9 febbraio all’iniziativa contro l’immigrazione di massa, sembra segnare un’avanzata a livello nazionale ma anche locale dell’UDC. Il PDC Valposchiavo teme di perdere influenza?
L’avvento dell’UDC in Valposchiavo ha senz’altro risposto ad un’esigenza che da tempo si manifestava nella realtà politica valligiana. Si notava, per esempio, che molti cittadini seguivano comunque le indicazioni di voto formulate dall’UDC, lasciando chiaramente trasparire uno spostamento più a destra di una parte dell’elettorato. Tra questi ci sono sicuramente persone che prima votavano PDC e che ora preferiscono l’UDC. In questo senso va detto che abbiamo molto rispetto per questa nuova realtà, ma non possiamo dire che la temiamo. Per questo non cambieremo impostazione o rotta, ma rimarremo ancorati alle linee guida del nostro partito. Per intenderci, non possiamo d’un tratto trasformarci in populisti, se prima non lo siamo mai stati. Riteniamo che molta gente preferisca ancora il pragmatismo, anche se non sempre paga.
L’iniziativa di domenica era un cosiddetto tema “nazionalpopolare”, in cui tutti i classici schemi della politica saltano; in molti casi il voto arriva anche d’impulso o, come molti dicono, di “pancia”. Per questo motivo non penso che ci sia una vera e propria avanzata dell’UDC a livello nazionale: stando ai risultati di domenica, se si votasse domani per il Consiglio Nazionale, l’UDC dovrebbe conquistare il 50% dei seggi, ma non sarà così.
Al partito liberale abbiamo invece chiesto che influenza potrà avere il voto del 9 febbraio sull’economia locale. Il presidente Fabio Zanetti, nella sua risposta ne valuta vantaggi e svantaggi.
Fra gli aspetti negativi visibili già da subito spicca un irrigidimento delle relazioni con il nostro più importante partner commerciale, l’Unione Europea (UE). Il rischio che l’applicazione della volontà del popolo svizzero sfoci in un braccio di ferro con la comunità europea esiste. Una situazione non auspicabile, ma che potrebbe portare a delle ritorsioni doganali per l’importazione o l’esportazione di merci a discapito anche della nostra regione. Se penso invece alle previste limitazioni al rilascio di permessi di lavoro, queste avrebbero serie conseguenze nei settori dove gli stranieri svolgono un ruolo chiave quali la sanità, l’albergheria, l’edilizia e l’agricoltura. In questo scenario c’è da aspettarsi che anche le relazioni con i nostri vicini valtellinesi diventino più tese. Non da ultimo il congelamento dell’accordo internazionale sull’energia elettrica con l’UE potrebbe causare delle difficoltà anche a Repower.
Ma non vedo solo aspetti negativi. Per esempio la presa di coscienza da parte della Berna federale dei problemi creati dalla libera circolazione potrebbe essere d’aiuto nelle attuali discussioni relative alla dogana di Campocologno. Oltre a ciò, per una regione di frontiera come la nostra, il rafforzamento delle misure di accompagnamento così come maggiori controlli sui salari minimi, sul dumping salariale e una limitazione del fenomeno dei “padroncini” sono aspetti positivi per l’economia locale.
Per finire, abbiamo chiesto a Dario Monigatti come si spiega da esponente socialista e cittadino di Brusio, il fatto che Brusio ancor più che Poschiavo abbia detto SÌ all’iniziativa contro l’immigrazione di massa.
Secondo me ha inciso il momento attuale caratterizzato dal fenomeno dei furti e dei padroncini. Credo che la paura dello straniero abbia prevalso e che la gente non abbia pensato più di tanto alle possibili ripercussioni del voto sul rapporto fra Unione Europea e Svizzera. Non si tratta comunque di un voto contro i nostri vicini di casa, ma un chiaro segnale indirizzato al Consiglio Federale il quale ora è chiamato a dare risposte precise in questo campo. I buoni rapporti con la Valtellina non vengono per niente scalfiti.
Articoli correlati:












