Ospedale San Sisto: festeggiati i 10 anni dal rinnovamento

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Domenica 4 maggio sono state aperte le porte dell’OSS
La popolazione della Valposchiavo ha avuto l’occasione di entrare all’interno dell’Ospedale San Sisto e scoprirne in tal modo l’enormità e l’organizzazione che gli permette di esistere. [Ci scusiamo con i lettori e le lettrici per il ritardo, La Redazione].

Guido Badilatti, amministratore della struttura ospedaliera, ha accolto gli ospiti indirizzandoli nelle varie postazioni preparate dal personale per illustrare il fondamentale ruolo che un nosocomio come il nostro ricopre per tutta la comunità. L’Ospedale San Sisto rappresenta – fra le altre cose – pure una realtà aziendale importante offrendo molti posti di lavoro. Basti pensare che la media delle persone impiegate è di 75.5 (base di occupazione 100%); personale che il 31 dicembre scorso contava ben 127 unità.

Cinzia Bormolini-Capelli alle prese con un massaggio cardiaco.

 

Durante la visita ai vari reparti dell’Ospedale San Sisto, le persone hanno avuto modo di vedere dapprima le stazioni dedicate all’istruzione sanitaria per bambini – che si prefigge lo scopo di avvicinare i ragazzi già in età scolastica al delicato campo dei primi soccorsi – ed in seguito lo spazio dedicato all’udito, dove l’otorino del San Sisto spiegava ai visitatori il funzionamento degli apparecchi acustici di nuova generazione.

Ecco come è organizzata un’ambulanza al suo interno.

 

Quindi, con l’aiuto di Giustino Crameri si è potuto osservare come è organizzato il servizio di pronto soccorso, vedendo da vicino un’ambulanza con tutti gli apparecchi del caso che permettono ai medici di salvare molte vite umane.

Sysmex, il nuovo gioiellino del laboratorio per il conteggio dei globuli nel sangue.

 

Proseguendo si incontrava il laboratorio, luogo basilare per un ospedale che vuole essere all’avanguardia, perfettamente organizzato da Andrea D’Andrea. A seguire radiologia, endoscopia, cardiologia e ginecologia, che oltre a rappresentare nomi complicati si sono dimostrate branche della medicina importantissime e validi reparti del San Sisto.

La caldaia del San Sisto.

 

La parte più emblematica ed interessante per il pubblico era la sala operatoria; postazione ambitissima domenica 4 maggio per i visitatori, ma che nessuno di loro si augura di vedere nel ruolo di protagonista…

La sala operatoria vista dal corridoio esterno.

 

Il San Sisto, come abbiamo visto, ha una vita molto movimentata nei suoi piani aperti al pubblico. Tuttavia tale frenesia non sarebbe possibile senza l’organizzazione degli spazi sotterranei comprendenti la lavanderia e gli impianti di riscaldamento, gas e ventilazione. Risalendo nuovamente ai piani superiori si incontravano i reparti di ostetricia, oncologia, fisiotonic ed il reparto geriatrico. Tutti settori importanti per una struttura di periferia come la nostra, che garantiscono un ottimo servizio a tutta la regione.

Per finire con un pizzico di allegria la cucina ha preparato un delizioso spuntino.

 

Parlando poi del futuro si può tranquillamente affermare che non ci sarà tempo per annoiarsi. In base alle nuove linee guida del Cantone dei Grigioni andiamo incontro a delle regioni ospedaliere. Ciò significa, in concreto, che il Cantone vuole un referente unico per quanto concerne il sistema sanitario e di cure per ogni regione e di conseguenza diventerà più che plausibile la possibilità di unificare sotto un unico organo direttivo l’Ospedale San Sisto, la Casa per Anziani di Poschiavo e la Spitex Valposchiavo.

Ben vengano quindi giornate come quella di domenica che permettono alla popolazione di vedere più da vicino il funzionamento di una realtà che se estrapolata dal suo contesto globale può altrimenti incutere timore nella gente comune.


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