Sono gli stessi promotori ad affossare il Centro tecnologico del legno…

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L’opinione di Poschiavo Viva
In un recente articolo il PDC Valposchiavo afferma che Poschiavo Viva vorrebbe affossare il Centro tecnologico del legno (CTL).

Affossare una decisione popolare: non è forse un dovere categorico che le decisioni vengano osservate e applicate? Che le convenzioni siano vincolanti per tutti, anche per i responsabili comunali coinvolti? La credibilità delle istituzioni non concede eccezioni e nemmeno permette di sorvolare sui principi democratici per attuare degli obiettivi “personali”. Queste premesse dovrebbero essere condivise da tutti, indipendentemente dalla bandiera politica o da un progetto reputato innovativo.

Pertanto, invitiamo il PDC a guardare in faccia la realtà e, soprattutto, a confrontarla con quelle che sono state le basi decisionali per lo stanziamento del credito da parte del Popolo. E magari, avrà l’integrità d’ammettere che – fatti alla mano – se i membri del Consiglio comunale coinvolti adempissero i loro compiti, verificando seriamente e non solo dipingendo di rosa ogni loro attività, già ora i presupposti per il contributo comunale risulterebbero ampiamente compromessi. A meno che – ma lo stato di diritto lo vieta – si disattenda la convenzione che regola nei dettagli le premesse per l’erogazione del credito da parte del Comune di Poschiavo, stipulata a suo tempo tra Della Vedova-Podestà e Della Vedova-Presidente della CTL SA (scansando qualsiasi malinteso riguardante il conflitto d’interessi). Ma veniamo ai fatti!

La decisione popolare del 9 giugno 2013 sancisce un contributo comunale di 650’000 franchi in favore della società Centro tecnologico del legno SA (CTL SA). In base al mandato di prestazioni, stipulato a suo tempo tra il Comune e la CTL, sono previsti tre differenti versamenti a fondo perso: nel 2014 e nel 2015 250’000 franchi per anno, mentre i rimanenti 150’000 franchi saranno versati nel 2016. L’accordo fa dipendere il versamento dei contributi da condizioni precise, infatti, potranno essere versati soltanto se gli obiettivi fissati per l’anno di riferimento saranno realizzati. Il mandato di prestazioni prevede che la CTL debba realizzare entro il 2014 la sede operativa del Centro tecnologico del legno, allestisca la struttura amministrativa per la gestione, definisca i programmi per i corsi di formazione e inizi i primi corsi con un numero minimo di studenti iscritti di 50 unità. Questo è l’impegno assunto dalla CTL nei confronti del Comune per il 2014. Tutte queste condizioni sono illustrate in modo chiaro alle pagine 34 e 35 del messaggio per la votazione popolare. Perciò non esiste spazio interpretativo e, tantomeno, è possibile smentire che già il versamento del contributo comunale per il 2014 dipende inevitabilmente dall’adempimento di queste condizioni.

Il cambiamento di rotta

Ma la situazione sul campo è però ben diversa. Improvvisamente la CTL ha cambiato rotta. E anche lo stato finanziario è notevolmente mutato, infatti, il mutuo federale di 1.5 milioni e i nuovi impegni bancari stravolgono le cifre presentate nel messaggio, mentre i 175’000 franchi del Comune di Brusio sono tuttora pendenti. Finora, non è stato comunicato quale socio assumerà la copertura della quota di finanziamento di Brusio. Inoltre, una condizione per il versamento dei contributi comunali stabilisce che il Cantone dei Grigioni deve finanziare la fase d’avvio del Centro tecnologico del legno con un importo minimo di 1 milione in denaro, quindi a fondo perso. In realtà, l’apporto cantonale si riduce a 584’070 franchi. Il Governo ha deciso il 19 dicembre 2013, resta pendente la concessione dei crediti necessari da parte del Gran Consiglio. Pertanto, questa condizione fondamentale non è stata rispettata! Una discrepanza che supera i 400’000 franchi, non riguarda soltanto pochi spiccioli e, tantomeno, può essere considerata una semplice pignoleria. Della Vedova ha firmato la convenzione e l’ha presentata alla popolazione, quindi dovrebbe conoscere sia questo passaggio sia i problemi finanziari, risultanti per il CTL dai notevoli impegni bancari e dalla restituzione del mutuo federale, che formano un importo annuo non inferiore ai 150’000 franchi.

Ovviamente la CTL era perfettamente libera di cambiare rotta. I responsabili dovevano però anche riflettere sugli impegni specifici assunti. Invece di procedere sulla via indicata nel messaggio per la votazione popolare, che prevedeva la realizzazione della sede operativa in una struttura di terzi, presa in affitto, ha optato per l’acquisizione di un immobile vicino alla stazione di Poschiavo. Però, la realizzazione di una struttura propria, oltre il notevole costo d’acquisto, implica anche un investimento di ristrutturazione tre volte superiore all’importo presentato nel messaggio, giungendo a una cifra complessiva di almeno 3 milioni. Da questa situazione emergono diversi punti problematici, poiché non basta aumentare il numero degli iscritti sulla carta per far tornare i conti. Servono entrate e il contesto economico locale e italiano non supporta tanto ottimismo.

Finora, non è ancora stata inoltrata la domanda di licenza edilizia, bisogna quindi presumere che la sede operativa difficilmente sarà realizzata entro la fine del 2014. Infatti, l’offerta formativa presentata ultimamente si concentra sui corsi teorici, ubicati nella scuola professionale, mentre il fiore all’occhiello, la formazione con diploma viene posticipata al 2015. Pertanto, oltre le basilari e notevoli divergenze finanziarie, che non rispettano i contenuti del messaggio comunale, sussistono dei giustificati dubbi che la CTL sia in grado di rispettare anche le altre condizioni, fissate nell’accordo preso con il Comune.

Di conseguenza, la possibilità d’elargire il contributo di 650’000 franchi svanisce, perché l’importo cantonale è inferiore al minimo stabilito. Ma nondimeno, si aggiunge la circostanza che gli obiettivi minimi per il 2014 non saranno concretizzati, compromettendo anche gli anni di riferimento 2015 e 2016. Considerato che i fatti sono questi, è forse colpa di Poschiavo Viva, se il Centro tecnologico del legno non decolla? Se l’attuale stato finanziario non corrisponde alle premesse illustrate dal messaggio e le condizioni fondamentali non sono state rispettate? La risposta del PDC supera ogni aspettativa: chi denuncia le irregolarità si oppone al progresso, mentre chi stravolge le decisioni popolari s’impegna per il bene pubblico!