Visita al cantiere sulla strada cantonale in zona Scalascia
Da sei a due ponti, così verrà trasformata la struttura che sorregge parte della strada cantonale tra Le Prese e Miralago, e “Da sei a due” è il nome del team d’imprese e ingegneri incaricato di realizzare il progetto. A partire da marzo 2014 il cantiere è in pieno lavoro e venerdì 23 maggio è stato aperto al pubblico.
All’incirca 130 visitatori hanno colto l’occasione per osservare i lavori e capire meglio il progetto del rinnovo dei ponti Scalascia, i quali, costruiti nella prima metà degli anni Sessanta, hanno subìto l’inevitabile usura del tempo. Oggi questi manufatti, assieme a tutto il segmento stradale che fiancheggia il lago di Poschiavo, non sono più idonei al traffico pesante e per questo motivo il Cantone ha voluto ammodernare il percorso stradale.
Per quanto riguarda un tratto di strada lungo 600 metri composto da sei ponti, nel 2012 l’Ufficio tecnico cantonale ha lanciato un concorso di studio e di realizzazione. Sei i consorzi partecipanti formati da ingegneri e imprenditori, i quali in una prima fase hanno creato e sviluppato il progetto e, in una seconda fase, hanno presentato un’offerta con indicazioni relative ai costi. Il vincitore è stato il consorzio “Da sei a due” composto dalle imprese Seiler AG (Pontresina) e Vecellio costruzioni (Poschiavo) e dagli studi d’ingegneria Chatvinni+Wille GmbH (Coira), Casutt Wyrsch Zwicky AG (Coira) e Lurati Muttoni Partner SA (Mendrisio). Le prime sono le ditte costruttrici del progetto creato dai secondi.
Il costo complessivo dei lavori che dureranno tre anni (da inizio 2014 fino a fine 2016) si avvicina ai 10 milioni di franchi. La giuria del concorso, ha spiegato Andrea Vecellio, titolare della Vecellio costruzioni, ha premiato la sua squadra per la diminuzione del numero di ponti da 6 a 2 e quindi per la riduzione dei punti di manutenzione e dei costi. Inoltre ha vinto anche perché ad agosto, nelle settimane di maggior traffico, la strada sarà aperta in entrambe le corsie permettendo il doppio senso di marcia.
Durante la visita sono stati spiegati i diversi lavori come l’eliminazione dei vecchi raccordi con l’unione delle solette, i tagli del calcestruzzo con l’idrogetto che non danneggia i ferri interni, l’allargamento della strada, l’impermeabilizzazione del calcestruzzo per prevenire l’usura e la realizzazione degli scarichi dell’acqua, l’ostico posizionamento della gru e l’installazione della protezione verso la ferrovia retica, la creazione di vani pensati per la manutenzione e il controllo degli appoggi sottostanti i ponti. Tutto quello che si sta facendo è possibile grazie a diversi macchinari e all’utilizzo di putrelle di sostegno, di grandi viti di fissaggio, di profonde perforazioni per l’ancoraggio, ecc. e ci si accorge delle proporzioni dell’opera solo sentendo le gigantesche misure di riferimento dei materiali adoperati e che si andranno a utilizzare.
Importantissima è l’operazione relativa alla sostituzione degli appoggi. Essi sono costituiti da ammortizzatore in neoprene e un meccanismo con piastre in acciaio che permette all’appoggio di scorrere longitudinalmente assecondando la dilatazione o la compressione degli elementi del ponte ma non trasversalmente, quindi garantendo la stabilità della struttura. Per la sostituzione, ha spiegato Vecellio, occorre alzare il ponte di un millimentro. Ciò è stato fatto col fissaggio di un bilanciere avente diverse presse spingenti verso l’alto. Con una pressione di 250 atmosfere il ponte si è mosso di 1 mm, quanto bastava per togliere i vetusti appoggi e inserire quelli nuovi.
Molte sono le particolarità del progetto e della realizzazione di questo che i visitatori hanno potuto osservare e parlarne alla fine del giro gustando uno spuntino e una grigliata preparata proprio sul cantiere.
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