“La HEV non è solo per gente ricca e di destra”

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Torna il tema delle seconde case
Il 23 maggio l’assemblea dei delegati dell’Associazione Proprietari di Stabili dei Grigioni (HEV-GR) si è riunita a Poschiavo. La novantina di partecipanti, fra delegati e ospiti, ha trascorso l’intera giornata nella nostra Valle. In occasione della parte formale hanno tenuto a sfatare alcuni luoghi comuni.

“La gran parte dei nostri associati sono persone che hanno risparmiato per poter comprare la propria casa famigliare o il proprio appartamento”. Il comitato della HEV Grigioni ha subito voluto sfatare un luogo comune. Insomma, la HEV non è solo per gente ricca e di destra. Nel frattempo di membri l’Associazione Proprietari di Stabili dei Grigioni, fondata nel 1982, ne conta ben 9’600. Di questi oltre un centinaio fanno parte della sezione grigionitaliana, una delle otto sezioni cantonali.

“La sezione grigionitaliana c’è dal 2007 ed è nata in Valposchiavo. Abbiamo però voluto fin da subito includere anche la Bregaglia e il Moesano”, ci spiega Piero Pola, presidente della HEV Grigionitaliano, che aggiunge: “Siamo stati la prima sezione della HEV di lingua italiana. La HEV Ticino è venuta soltanto dopo.” Fra i vari servizi, la HEV offre consulenze edili e giuridiche.

Piero Pola, presidente della sezione grigionitaliana, fa gli onori di casa.

 

All’assemblea di venerdì scorso, tenutasi in una gremita Casa Torre a Poschiavo, oltre ai delegati c’erano alcuni ospiti di rilievo. Fra questi il vice-direttore di Repower Felix Vontobel, che ha tenuto una conferenza sulla svolta energetica, il direttore dell’Assicurazione Fabbricati dei Grigioni Markus Feltscher e Hans Peter Michel, presidente del Gran Consiglio retico. Nel corso della parte formale è riemerso il tema delle seconde case.

A sinistra il presidente della HEV Grigioni Thomas Hess.

 

Se da una parte la HEV condivide l’obiettivo dell’iniziativa che ora si farà legge, cioè quello di bloccare la speculazione edilizia e dunque di salvaguardare il paesaggio, dall’altra ritiene che essa è stata formulata in maniera troppo rigida. Per questo la HEV si sta battendo. Come ci spiega ancora Piero Pola, in riferimento alla nostra regione simili disposizioni legali potrebbero mettere a rischio soprattutto il patrimonio edile rappresentato dalle case di montagna (“i munt“). Infatti, così ancora Pola, se queste costruzioni venissero trattate alla stregua di seconde case, ogni intervento di modifica o di cambiamento di scopo verrebbe sottoposto a severe restrizioni, con il rischio che questo patrimonio venga poi trascurato.