Le raccomandazioni di voto dei liberali
I liberali valposchiavini dicono SÌ alla riforma territoriale e alla revisione dello statuto della Regione Valposchiavo.
Votazione cantonale del 30 novembre: SI alla riforma territoriale
Chi è a favore di meno burocrazia? Tutti, si potrebbe pensare. Purtroppo non è il caso: gli avversari della riforma territoriale non vedono di buon occhio la semplificazione delle strutture al livello intermedio, malgrado sia stata chiaramente approvata dal popolo il 23 settembre 2012: sì alla creazione di 11 Regioni per sostituire i 39 Circoli, le 14 Corporazioni regionali e gli 11 Distretti. Una semplificazione delle strutture che significa anche meno burocrazia.
Governo e parlamento hanno sempre sottolineato qual è l’obiettivo della riforma: Comuni più forti e più indipendenti accanto a un Cantone forte, con un terzo livello (le Regioni) incaricato di eseguire compiti di carattere regionale che gli vengono delegati dai Comuni. Come conseguenza logica e mai contestata, le Regioni non avranno nessuna sovranità fiscale per la riscossione di imposte. Questo mette in evidenza uno dei problemi principali delle Corporazioni regionali attuali: decidono delle spese pagate da altri, cioè dai Comuni. Non può continuare così. I Comuni, che tramite la conferenza dei sindaci saranno l’organo direttivo delle Regioni, svolgeranno i compiti necessari in modo pragmatico e non burocratico nell’interesse dei contribuenti. Noi ne siamo convinti. Gli argomenti degli opponenti creano confusione e non convincono. E quello che corrisponde al vero a livello cantonale è valido anche per la Valposchiavo: dove ci sono solo due giocatori, non c’è bisogno di un club per organizzare il loro gioco! Dunque votiamo con fiducia un SI alla riforma territoriale il 30 novembre.
Votazione regionale del 30 novembre: SI alla revisione dello statuto
La revisione dello statuto della Regione Valposchiavo è direttamente connessa con la legge sulla riforma territoriale cantonale. In concomitanza con la fine naturale del mandato quadriennale degli organi regionali (fissata per il 31.12.2014) si pensava di sostituire l’attuale organizzazione regionale con una conferenza dei sindaci. Purtroppo l’inoltro di un referendum contro la legge cantonale sulla riforma territoriale, già approvata dal parlamento grigionese, obbliga di fatto la Regione Valposchiavo a rieleggere tutti gli organi regionali in attesa dell’entrata in vigore della riforma territoriale, referendum permettendo, prevista per il 1.1.2016. Per evitare di dover indire nuove elezioni degli organi regionali (ben 19 persone!) si propone ai cittadini di modificare lo statuto permettendo il prolungamento del mandato agli organi regionali in carica fino all’entrata in vigore della riforma territoriale.
NO all’iniziativa federale “Abolizione dell’imposizione forfettaria”
Per le regioni di montagna e i suoi abitanti, l’abolizione dell’imposizione forfettaria è un grande pericolo. 22’000 posti di lavoro verrebbero messi in discussione. In totale nelle zone di montagna, in Ticino e nella Romandia verrebbero a mancare introiti fiscali per oltre 1 miliardo di franchi. L’abolizione dell’imposizione forfettaria aprirà delle voragini nelle casse di questi cantoni, fino al 30% del loro budget annuale. Per molti comuni grigionesi, fra i quali quello di St. Moritz, è una questione esistenziale. Indirettamente verrebbe toccato anche il comune di Poschiavo con una riduzione dei contributi che ogni anno riceviamo dai comuni finanziariamente forti tramite la perequazione finanziaria. Lasciamo la competenza fiscale ai cantoni e lasciamo loro decidere singolarmente se vogliono abolire tale imposizione, ma non facciamone una questione a livello nazionale. Maggiori informazioni sulla tassazione in base al dispendio (tassazione forfettaria).
NO all’iniziativa federale “Stop alla sovrappopolazione”
Il PLD è contro a questa iniziativa altamente pericolosa per l’economia svizzera e per decine di migliaia di posti di lavoro, che non tiene conto dei bisogni reali dell’economia, mette in pericolo il finanziamento delle assicurazioni sociali, non protegge le risorse naturali e causerebbe una rottura definitiva con il resto dell’Europa. Il testo dell’iniziativa è stato bocciato quasi all’unanimità dal nostro Parlamento, indistintamente sia a destra che a sinistra.
NO all’iniziativa federale “Salvate l’oro della Svizzera”
Con questa iniziativa, bocciata in modo massiccio dal Consiglio nazionale e dal Consiglio degli Stati, si intende limitare il raggio d’azione della Banca Nazionale Svizzera. Per mantenere i prezzi stabili e garantire una crescita costante dell’economia svizzera, la BNS si avvale della facoltà di aumentare e diminuire il denaro in circolazione. Nei momenti di crisi, quando la banca pratica una politica monetaria espansiva, la BNS sarebbe obbligata ad acquistare del metallo giallo. Al contrario in una fase di surriscaldamento economico dove è necessario che la BNS ritiri del denaro in circolazione, il divieto di vendita di oro che l’iniziativa vuole imporre, fa sì che la banca nazionale potrebbe ritrovarsi con oltre il 50% delle sue riserve monetarie in oro, limitando di fatto le sua capacità di intervenire. Il monito del direttore della BNS Jordan è chiaro: “Questa iniziativa non è nell’interesse della Svizzera”. L’iniziativa non riduce i rischi di perdita da parte della BNS ma fa esattamente il contrario, li aumenta. E con ciò verrebbero penalizzati anche i versamenti a confederazione e cantoni.











