Traffico Intelligente in Valle per un Ambiente Sostenibile
Vogliamo riparare la cornice, dimenticando le condizioni pietose della tela? È quanto sembra emergere dalle righe scritte dallo studio Hartmann sul traffico in Valposchiavo, promosso dalla Regione.
Scorrendo le pagine del documento sembra a prima vista che le nostre autorità abbiano finalmente deciso di prendere il toro per le corna, aprendosi nel contempo al confronto pubblico. Sembra. Ciò che ci è saltato agli occhi è invece che il rapporto Hartmann non dia il minimo peso alla questione determinante: il contenimento del traffico di punta. C’è anche scritto: Berücksichtigung des Verursacherprinzips: 0 (leggi zero). Come dire: considerazione nulla per i principi relativi alla casualità, ovvero nessuna vera proposta per risolvere alla radice le cause che determinano il grande disagio per tutta la vallata.
Il contenimento è sempre stato l’obiettivo di TIVAS per ragioni ormai più volte circostanziate: qualità della vita, turismo, salute, ambiente. Il rapporto Hartmann – così come presentato – non dà infatti, ad esempio, il giusto peso alla qualità della vita dei residenti (constatazione questa espressa puntualmente anche dal pubblico in aula, al momento della presentazione ufficiale).
Lo studio si fa unicamente carico di gestire con più efficienza il traffico, si preoccupa di renderlo più fluido e meno pericoloso. Sia chiaro: affermare che per dirottare il traffico sulla statale italiana per Bormio occorra procedere con azioni di volantinaggio non è in alcun modo una risposta alle lamentele dei nostri quasi novecento firmatari.
Il corridoio di transito – instauratosi vieppiù in Valle – ha tramutato la stessa strada cantonale in uno spazio invivibile. L’armonia che da sempre è sussistita tra gli edifici e la vita di strada è ormai storia. Anche i turisti appaiono del tutto perplessi dalle condizioni in cui il traffico estivo veicolare li proietta. Lo studio Hartmann dovrà quindi chinarsi ancora una volta sul problema della qualità della vita e riservare alla stessa particolare attenzione.
All’incontro del 30 ottobre i rappresentanti dello studio Hartmann hanno definito “accettabile” l’attuale condizione di transito rispetto ai dati medi di altri luoghi. TIVAS è di tutt’altra opinione. Il confronto con altre realtà cantonali non regge. Noi riteniamo infatti che la nostra Valle paghi un prezzo troppo alto per un traffico dissennato, cioè per quello da e per Livigno. Incomprensibile ma pur vero è poi il fatto che sembra che qualcuno – in altra sede – si sia addirittura messo a fare l’avvocato difensore, magari per il semplice gusto di essere semplicemente contro gli interessi della nostra Valle.
Per il momento chiediamo quindi alla Regione di adoperarsi attivamente per raggiungere un obiettivo semplice nella sostanza, ma determinante per le sorti della Valposchiavo: contenere il transito veicolare disennato estivo e i corrispondenti pesantissimi oneri negativi che ricadono sulla popolazione e sull’ambiente.
Se già si promuove uno studio per farci sperare in un futuro migliore, esso deve contribuire alla salvaguardia della popolazione locale, dell’ambiente, delle risorse locali, della coerenza nell’orientamento economico e dei potenziali turistici. Altrimenti saranno solo soldi ed energie buttate al vento. Restate sintonizzati. Torneremo a informarvi sulla questione. Entreremo nel merito di altri aspetti che riteniamo di altrettanta importanza.
TIVAS
Luigi Badilatti
Lara Boninchi Lopes
Livio Luigi Crameri
Roberto Weitnauer











