Federico Lardi alza l’asticella: punta alla nazionale

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Il giocatore del Losanna a colloquio con IL BERNINA
Il difensore del Losanna ha da poco superato le 250 presenze in Lega nazionale A. A 29 anni il giocatore valposchiavino ha ancora alcuni progetti nel cassetto: qualificarsi ai playoff con il Losanna e vestire la maglia della nazionale. A colloquio con IL BERNINA, Federico Lardi racconta come sta andando la stagione e svela i propositi per il 2015.

Le Prese è un territorio fertile per i giocatori dell’hockey su ghiaccio. In campo maschile è Federico Lardi il portabandiera della località in riva al lago. La sua squadra, il Losanna, occupa in questo momento la sesta posizione in campionato (guarda qui).

L’11 novembre, durante la partita contro il Rapperswil, sei uscito malconcio dal campo. Parziale rottura del legamento collaterale del ginocchio sinistro: stop obbligatorio di 4-6 settimane. Adesso come stai? Hai già fatto ritorno in campo?

Sto bene. La lesione al ginocchio sinistro è guarita. Al rientro dopo l’infortunio, per le partite del 2 e 3 gennaio 2015, a sorpresa, mi sono trovato a giocare in un ruolo insolito. Normalmente faccio parte della linea difensiva, ma a causa della mancanza di attaccanti (molti sono costretti in infermeria), l’allenatore mi ha affidato un altro compito. Si tratta di una situazione eccezionale, causata delle numerose assenze nel reparto offensivo, dopodiché tornerò a giocare in difesa.

Il Losanna, attualmente sesto in classifica e quindi in zona playoff, può vantare la seconda miglior difesa del campionato. È un’ottima pagella per un difensore…

A livello personale la stagione sta andando bene, a parte i numerosi infortuni. A livello di squadra direi di no, se guardiamo la classifica, vediamo che la differenza reti è negativa. Subiamo poco, questo è vero, ma ciò è dovuto principalmente all’impostazione tattica: siamo una squadra con un’impronta difensiva.

 

Pochi giorni fa avete battuto la capolista: il Berna. Dove può arrivare il Losanna?

Siamo una squadra che cura molto la fase difensiva, lasciamo pochi spazi agli avversari e colpiamo in contropiede: gli avversari dicono che giocare contro di noi non è mai facile! Contro il Berna abbiamo giocato una grande partita. Negli incontri dei playoff, però, non basta un’ottima prestazione, servono quattro vittorie per superare il turno.

Qual è stato, finora, il momento più bello della tua carriera sportiva?

Direi il Winter Classic 2014. Abbiamo giocato una partita di campionato contro il Ginevra allo Stade de Genève, lo stadio di calcio del Servette. L’occasione è stata davvero speciale: 30’000 spettatori presenti, l’esibizione di un gruppo musicale prima della partita e gran finale con i fuochi d’artificio.

 

Il 2015 è appena iniziato. Quali sono i tuoi propositi per l’anno nuovo?

Innanzitutto mi auguro un anno senza grandi infortuni. Il 2014, da quel lato, è un anno da dimenticare.

È utopico aggiungere pure una convocazione da parte di Hanlon, selezionatore della nazionale svizzera?

Non la escludo, rimane sicuramente un obiettivo personale.

 

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