Le impressioni dei commercianti
Dopo qualche giorno si è formata un’impressione comune tra le imprese: a lungo termine, questa scelta, potrebbe comportare degli effetti negativi.
La notizia dell’abolizione del cambio fisso, arrivata come un fulmine a ciel sereno, ha certamente spiazzato anche i commercianti e le aziende della Valposchiavo. Dopo qualche giorno si è formata un’impressione comune tra le imprese: a lungo termine, questa scelta, potrebbe comportare degli effetti negativi.
Attualmente prevale una certa cautela nel dare giudizi; per molti, infatti, come l’Assicurazione Mobiliare Svizzera di Brusio o le Macchine Agricole Zanetti a Li Curt, al momento non sono misurabili delle ripercussioni. Prevale però un certo grado di incertezza per il futuro: Plozza Bernardo dell’AMS sostiene che l’abolizione del cambio fisso “dà da pensare anche sul futuro della Valposchiavo“.
Su questo punto appare chiara la preoccupazione della Falegnameria Branchi di Brusio, il cui proprietario, senza tanti giri di parole, ha affermato che questa decisione “per noi si trasforma in una grossa difficoltà di mercato: se prima” – ha dichiarato – “il privato che andava in Valtellina risparmiava il 20-25% ora ne risparmia il 20% in più. Spero di sbagliarmi – ha concluso – ma per noi è un grosso rischio“.
Pessisimo prevalente anche tra i negozi di alimentari come Coop e Pozzy; mentre Coop ha deciso di mettere 200 prodotti, in particolare, frutta e verdura importati, più a buon mercato per i suoi clienti; nessuna misura, attualmente, è stata presa in considerazione da parte del negozio Pozzy che, al momento, spera in un recupero dell’euro.
Chi ha potuto misurare, suo malgrado, l’indebolimento della moneta unica europea nei confronti del franco, sono state le pompe di benzina e i negozi di Campocologno. Per Piero Pola, infatti, si parla di una diminuzione netta della clientela del 50%. Ci si chiede ora, in che modo si possano superare queste enormi difficoltà.
Il problema fondamentale dell’abolizione del cambio fisso riguarda le aziende, ma inevitabilmente si ripercuoterà anche sulle famiglie valposchiavine. Se, infatti, i privati che acquistano in Valtellina hanno assicurati dei prezzi più bassi rispetto alla Svizzera, dall’altra la diminuzione dei guadagni da parte delle aziende non potrà che ripercuotersi sulle famiglie stesse.
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