Le carte vincenti del turismo targato Valposchiavo

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Ospiti contenti grazie all’accoglienza e all’autenticità
L’abolizione del cambio fisso franco/euro metterà in ginocchio il turismo della Valposchiavo? No, il comparto è sano e da anni ha imboccato la strada giusta: punta su un mercato di nicchia, sulla natura intatta, sulla cultura, ricordano gli operatori del settore.

Si sfrega le mani, chi ha riservato le vacanze all’estero. Chi ha deciso di trascorrere le vacanze in Svizzera dovrà invece allargare ancora di più i cordoni della borsa. Il settore turistico elvetico teme un crollo delle prenotazioni e una fuga degli svizzeri verso destinazioni alpine oltre confine.

Per la Valposchiavo, la situazione è diversa e la decisione della BNS di abolire il cambio fisso non dovrebbe avere gravi conseguenze per il settore turistico della valle. Da anni, infatti, l’Ente turistico Valposchiavo punta sul mercato svizzero. Nel 2013, l’83 per cento delle camere sono state occupate da turisti elvetici. Solo il 7 per cento proveniva dalla Germania, il 5 per cento dall’Italia.

«Purtroppo, è probabile che ci sia un altro calo di ospiti italiani e tedeschi. La domanda è se questo calo sarà molto consistente. C’è da dire che questi due mercati stanno diminuendo già da un paio di anni, con un crollo ben visibile tra il 2010 e il 2012», ci ricorda Marcello Gervasi, presidente dell’ETV. Calo che espresso in cifre significa un meno 39 per cento dei pernottamenti di ospiti tedeschi, dal 2006 al 2013, e un meno 52 per cento di quelli italiani, nel triennio 2010-2013.

Flavio Lardi, presidente Hotelleriesuisse Valposchiavo, ricorda a sua volta che la maggior parte degli ospiti proviene dalla Svizzera. «È una situazione che potrebbe creare alcuni problemi», evidenzia. «Dobbiamo essere capaci di mantenere in alto l’asticella, poiché il cambio favorevole potrebbe invogliare gli svizzeri a recarsi all’estero».

 

Un aspetto sottolineato anche dal direttore dell’ETV, Kaspar Howald: «Il fatto che la stragrande maggioranza dei nostri ospiti provenga della Svizzera è spesso considerato un cosiddetto rischio di concentrazione, poiché dipendiamo quasi interamente da un solo mercato. Tuttavia il mercato svizzero si distingue per la costanza ed è chiaro che non è particolarmente soggetto al cambio delle valute».

Come attirare, allora anche in futuro, gli svizzeri in Valposchiavo? Quali sono i suoi atout? «Con la sua offerta di turismo culturale e naturalistico, da anni la Valposchiavo si è posizionata su un mercato di nicchia. Attiriamo persone che vogliono passare le loro vacanze in una natura intatta e in un ambiente autentico, lontano dallo stress e la frenesia dei grandi centri urbani», risponde Marcello Gervasi, ricordando che le persone che apprezzano la qualità e l’autenticità dell’offerta sono disposte a pagare un prezzo giusto per un prodotto che soddisfi le loro attese.

Flavio Lardi è convinto che le carte giocate dall’ETV siano quelle azzeccate. «La carta ospiti, il nuovo sistema di riservazione online e la decisione di concentrarsi maggiormente sul mercato svizzero, sono manovre che aiuteranno a mitigare le conseguenze del franco forte». Il presidente di Hotelleriesuisse Valposchiavo ricorda inoltre che l’Ente turistico Valposchiavo, dal solo, può fare ben poco. «Ha bisogno di partner forti che credano nel prodotto turismo in Valposchiavo. Mi riferisco in particolare alla nuova legge sul finanziamento del turismo in Valposchiavo e alla volontà degli albergatori e ristoratori di migliorare costantemente il loro prodotto».

 

Opinione condivisa anche da Kaspar Howald. Il direttore ci illustra che l’ETV continuerà la sua strategia per posizionare la Valposchiavo come meta di vacanze sostenibili in una natura intatta e in un ambiente accogliente e autentico. «Il nostro punto forte non è il prezzo», ricorda Howald. «Non siamo una destinazione low-cost, ma siamo una valle che ha tanto da offrire: dall’esperienza della natura alla cultura italofona, dalle storie e ai prodotti locali. Dobbiamo proseguire nel nostro impegno volto a creare un ambiente accogliente e autentico per i nostri ospiti, in modo da lasciare un’impressione entusiastica della valle».

L’albergatore di Le Prese, Flavio Lardi, guarda al futuro con ottimismo e preferisce parlare di desideri, piuttosto che di timori. «Desidero un’estate calda, clienti contenti che ripartono con un’esperienza e un messaggio positivi dalla Valposchiavo e treni pieni che si svuotano in valle», conclude il presidente Hotelleriesuisse Valposchiavo.