“Voglio fare la donna pompiere”

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Intervista all’unica donna pompiere del comune di Poschiavo
Jannine Costa, classe 1986, invade un campo prettamente maschile in valle, quello del Corpo Pompieri. C’è chi apprezza la sua presenza, altri che arricciano il naso e la preferirebbero ai fornelli.


Con una certa sorpresa, alcune settimane fa ho ricevuto la lettera di invito a entrare a far parte del Corpo Pompieri di Poschiavo. Come si può leggere nell’ordinanza, di regola, gli uomini e le donne che hanno compiuto 21 anni sono soggetti all’obbligo di servizio pompieri. Un obbligo, quindi, a cui, anch’io, nonostante sia una ragazza che vive e studia a Coira, dovrei adempiere. Ma come sarei accolta nel corpo dei pompieri, un gruppo formato prevalentemente da maschi? Con risa di scherno? O con ammirazione? Ne ho parlato con Jannine Costa, unica donna pompiere del comune di Poschiavo.

Hai sempre voluto fare la donna pompiere?
A casa, mio padre mi ha sempre motivata a entrare a far parte di questo gruppo, perché trovava l’attività molto interessante e un’occasione per imparare cose nuove. Poi, per pura curiosità ho partecipato alla giornata delle porte aperte con un amico. Ho esitato molto all’inizio, ma poi mi sono annunciata e sono stata ammessa nel Corpo Pompieri, una scelta che rifarei.

Da quando sei una donna pompiere?
Mi sono annunciata quando avevo 21 anni. Il primo anno è stato d’introduzione, quello seguente sono entrata ufficialmente nel Corpo Pompieri di Poschiavo. Questo è il mio settimo anno.

E come ti hanno accolta i pompieri maschi?
Sono una donna abituata a lavorare in un campo prettamente maschile – faccio l’elettricista – quindi le sensazioni erano molto simili. All’inizio molti erano scettici e si sono sicuramente chiesti cosa volessi fare, come donna, nel loro gruppo. In seguito mi sono fatta valere e rispettare. Adesso mi trovo bene, sono accettata dalla maggioranza dei maschi.

 

Quindi non tutti sono felici di vederti vestita di rosso e giallo?
Purtroppo mi sento spesso come un pesce fuor d’acqua e ci sono ancora alcuni uomini che non approvano la mia scelta. I più sono felici della mia presenza. Quando manco a un appuntamento, sono in molti a informarsi sui motivi della mia assenza. Altri sono invece tuttora scettici e credono che partecipi solamente per non pagare la tassa annuale (tassa di esenzione che occorre pagare per 20 anni se non si fa parte attivamente del Corpo Pompieri del comune di Poschiavo, Ndr). Questo non è vero. Basti pensare che per raggiungerli, il martedì, quando si svolgono le esercitazioni, parto dall’Engadina, dove vivo e lavoro, anche quando il passo non è dei migliori.

Puoi guidare il camion? Usare la scala mobile? Insomma, fare cose interessanti? O sei la mascotte del gruppo?
Purtroppo non ho la patente per il camion. Inoltre posso partecipare solo occasionalmente alle esercitazioni e non posso fare picchetto. Seguire i corsi per conseguire la patente di guida del camion sarebbe un costo inutile per il Corpo Pompieri.
La mia speranza è di non dover partecipare attivamente a un’emergenza vera e propria. Ovviamente se sono presente e viene richiesto il mio contributo, sono pronta ad aiutare, ma sono situazioni delicate che preferisco lasciare ai miei colleghi uomini.
Non posso fare picchetto, causa il mio lavoro fuori Valle, e quindi non posso ritenermi attiva a tutti gli effetti. Quando devo portare delle cose pesanti, come i tubi o macchinari vari, se non sono in grado di farlo da sola, c’è sempre qualcuno pronto ad aiutarmi.

 

Consiglieresti ad altre donne di entrare a far parte del Corpo Pompieri?
Sì, perché si imparano molte cose interessanti, tra cui la conoscenza di nuovi materiali e mezzi mai utilizzati prima. Inoltre si apprende come comportarsi in varie situazioni che possono verificarsi anche a casa: la pentola che prende fuoco, l’albero di Natale che si incendia e così via.