Foto di Arnaldo Semadeni. Foto scattata a fine ottobre 2014 a 1380 m s l m, sponda destra sopra Poschiavo.
Questo “fiore-rosa o meglio gomitolo”, si forma direttamente da una gemma di foglia sullo stelo del cespuglio di rosa canina che è stata bucata da una vespa chiamata Diplolepis rosae L. , lunga ca. 4 mm, la quale pone da quaranta a sessanta uova nella gemma. La pianta non ha nessun influsso o controllo sulla crescita del gomitolo, il quale è dapprima di color verde come le foglie adiacenti, per poi mutare in un colore rosso-sangue. Scambio di materia e forma di crescita delle cellule della “rosa-gallacea”, vengono controllate completamente da minuscoli insetti che si sviluppano nel suo interno. Il tutto inizia con la posa delle uova della cosiddetta vespa “diplolepis rosae con un’aggiunta di un cocktail di combinazioni chimiche. Dopo di ciò, invece di sbocciare una foglia, si forma alla base un bocciolo, all’interno con le camere delle larve ed al di fuori un gomitolo con un pelo irsuto. Allo sbocciar delle larve o vermini, questi cominciano subito a mangiare all’interno del gomitolo, secretando delle sostanze che controllano la crescita della loro abitazione. L’interno del “gomitolo” arriva ad avere un diametro di ca. 30 millimetri. Durante questa evoluzione, la rosa irsuta di peli , arriva ad avere la sagoma di una palla da tennis.
Come in tutti i “condominii”, ci convivono più inquilini che “fondatori”. Poiché ladri e co-inquilini approfittano dell’ abitazione e del nutrimento. Molti di questi “inquilini”, non danneggiano tutte le larve della vespa. Ma altri co-inquilini parasitoidi, mangiano i loro osti dall’interno. Questi parasitoidi, vengono pure aggrediti da altri parasitoidi (hyperparasitoidi). La vita in comune nella “rosa”, è così complessa , che in questi “gomitoli” fino a 30 – 40 diverse specie di insetti trovano dimora.
[Testo a cura di Arnaldo Semadeni]














