Heinz Brand: i bilaterali non servono più

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I candidati UDC visitano la Valposchiavo
Mercoledì 26 agosto 2015 l’UDC Grigioni ha presentato i suoi candidati in vista delle elezioni al Consiglio nazionale del prossimo 18 ottobre, nell’ambito di una serata pubblica organizzata presso l’Albergo La Romantica a Le Prese.

 

L’UDC Grigioni si presenta all’appuntamento elettorale del prossimo ottobre forte di ben 4 liste per un totale di 20 candidati, non nascondendo l’obiettivo di voler conquistare un secondo seggio a Berna e rafforzare la propria posizione di primo partito nel nostro Cantone.

Tra i numerosi presenti accorsi alla serata, organizzata dalla sezione locale del partito, c’era molta curiosità per la presenza, fra le candidate e i candidati giunti in valle, di Magdalena Martullo-Blocher, figlia del leader emblematico dell’UDC Christoph Blocher, nonchè attuale CEO dell’azienda di famiglia Ems Chemie. La discesa in politica di Magdalena Martullo-Blocher era stata annunciata a sorpresa dall’UDC Grigioni la scorsa primavera, creando stupore e curiosità in tutta la Svizzera.

Introdotta e ben gestita dal presidente dell’UDC Valposchiavo Fulvio Beti, la serata ha visto dapprima la presentazione dei candidati Mario Cortesi, Valerie Favre Accola e Jan Koch, che hanno preso la parola al podio degli oratori, per poi passare alle annunciate relazioni incentrate sul tema “le sfide e le opportunità per le regioni periferiche” proposte da Heinz Brand, Magdalena Martullo-Blocher e Livio Zanolari.

Da sinistra a destra: Fulvio Beti, Valerie Favre Accola, Livio Zanolari, Magdalena Martullo-Blocher, Heinz Brand, Mario Cortesi e Jan Koch

Per il Consigliere nazionale Heinz Brand, chiamato ad aprire la serie di conferenze, fra i temi più importanti che caratterizzeranno la prossima legislatura a Berna vanno annoverati l’applicazione dell’iniziativa sull’espulsione degli stranieri criminali, le relazioni fra Svizzera e UE, il mantenimento o meno degli accordi bilaterali, anche alla luce dell’approvazione da parte del popolo dell’iniziativa contro l’immigrazione di massa e la revisione dell’AVS. Non potendo riferire su ognuno degli argomenti citati, per ovvie questioni di tempo, l’attuale presidente dell’UDC Grigioni si è soffermato sul tema relativo agli accordi bilaterali, chiedendosi se oggigiorno rappresentano ancora un punto di forza per la Svizzera. Secondo Brand, se l’iniziativa contro l’immigrazione di massa venisse applicata come chiesto a gran voce dal suo partito, gli accordi bilaterali con l’UE andrebbero indubbiamente liquidati. Dall’introduzione degli stessi, i cambiamenti geopolitici sono stati tali che niente e nessuno può ancora giustificarne l’esistenza. Un esempio su tutti è rappresentato dalla libera circolazione delle persone: quando si sono approvati i bilaterali si parlava di un flusso immigratorio pari a 10’000 persone l’anno, mentre quest’anno, pur riconoscendo l’eccezionalità della situazione, si prevede l’entrata in Svizzera di 190’000 immigrati. “Noi Svizzeri possiamo benissimo liquidare questi accordi bilaterali – ha detto Brand durante la propria relazione – in quanto attualmente ne approfitta molto di più l’estero di noi, motivo per cui soffriamo molto più noi dei nostri vicini le conseguenze di questi accordi.”

Il Consigliere nazionale Heinz Brand

L’autonomia quale punto di forza per la sopravvivenza delle piccole regioni periferiche è stato il filo conduttore della relazione di Magdalena Martullo-Blocher. “Anche se talvolta vi sentite relegati nella periferia della periferia, come qualcuno di voi mi ha suggerito questa sera, dovete andare fieri delle vostre specialità, che rappresentano l’ossatura di un modello economico che funziona. Occorre unicamente credere in questi potenziali, quali lo sono per esempio il turismo in un ambiente di montagna unico e autentico, la ferrovia, l’agricoltura e le coltivazioni bio, la produzione e vendita di frutta, verdura e vino, la produzione di energia idroelettrica, l’artigianato, ecc. La Valposchiavo ha sviluppato un modello di collaborazione fra gruppi d’interesse che molte altre regioni le invidiano e che sta alla base di una strategia vincente. Tutto questo può solo funzionare se anche da parte della Confederazione si è disposti a cercare soluzioni flessibili e decentrate. Se Berna o Bruxelles fossero responsabili della vostra valle e Poschiavo dovesse sempre attendere da queste capitali cosa fare, non ci sarebbe possibilità di sopravvivenza. Per la sua capacità di autodeterminazione ed il suo dinamismo nel valorizzare i propri punti di forza, la Valposchiavo è un modello da imitare ed è proprio su questi modelli che bisognerebbe investire nel futuro”.

La figlia di Christoph Blocher: Magdalena Martullo Blocher

Della sua proposta inoltrata direttamente al Consiglio Federale, di rinunciare all’imposta sugli oli minerali per risolvere il problema legato al traffico di Livigno, ha invece parlato Livio Zanolari. “Penso ci troviamo in una situazione unica in Svizzera, causa questo traffico che ritengo inutile e dannoso per le nostre regioni di montagna”. Zanolari è pragmatico e riconosce che non bisogna farsi illusioni in merito ad un possibile responso positivo da parte del Consiglio Federale. Egli ritiene comunque importante che anche Berna sia sensibilizzata in merito a questa problematica e che anche la Confederazione, di riflesso, possa finalmente attivarsi affinché vengano trovate delle soluzioni concrete, che vadano oltre ai nulla di fatto cui siamo abituati.

Il candidato grigionitaliano: Livio Zanolari

Dopo il canto dell’inno nazionale, tradizionalmente presente ad ogni incontro UDC, che ha idealmente chiuso la parte ufficiale della serata, IL BERNINA ha chiesto ad Heinz Brand se si sentisse pronto, qualora il suo partito lo chiamasse, a candidarsi per un ipotetico secondo seggio UDC in Consiglio Federale. “Anzitutto – ha detto Brand – dubito che le Camere riunite abbiano il coraggio di eleggere un nuovo Consigliere Federale UDC a scapito del seggio attualmente occupato dalla Signora Eveline Widmer-Schlumpf. Se il nostro partito dovesse comunque incrementare ulteriormente i seggi o il BDP perdere ancora consensi, rimarrebbero pochi argomenti a favore di uno status quo in governo. In merito ad una mia possibile candidatura non posso esprimermi ora. Ogni valutazione e relativa decisione è comunque rinviata a dopo le elezioni”.