La Valposchiavo è nella Macroregione della Alpi: “Per noi è un’opportunità”

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Possibilità di sviluppare progetti condivisi
(di M. Travaglia)
Il 25 e 26 gennaio 2016, a Brdo, in Slovenia, nascerà la Macroregione delle Alpi, a cui apparterrà anche la Valposchiavo. Cosa comporta questo per la nostra valle? Lo abbiamo chiesto al presidente della Regione Cassiano Luminati.

La Macroregione Alpina è un progetto europeo (sul modello delle aree del Baltico e del Danubio, e di quella Adriatico-Ionica), le cui fondamenta risalgono a circa 10 anni fa. Composta da 48 Regioni, appartenenti a 7 Stati diversi, ha come obiettivo quello di far pesare maggiormente gli interessi del territorio alpino in ambito europeo, cercando l’ottenimento di fondi per lo sviluppo di progetti condivisi.

In quest’ottica, la Svizzera, che non potrà ovviamente percepire fondi direttamente dall’Unione Europea, potrebbe però giocare un ruolo di primo piano, così come lo ha fatto finora la Valposchiavo, che nel 2012 ha ospitato, all’interno della “Convezione della Alpi”, AlpWeek, un evento internazionale che ha dato il via al progetto esecutivo della Macroregione Alpina.

“Per questo motivo – afferma il presidente della Regione Cassiano Luminati – la Valposchiavo è diventata un luogo simbolico all’interno del progetto e, personalmente, ho anche avuto modo di partecipare a numerosi incontri. In questo senso – continua – Berna ha sempre chiesto il nostro parere e, leggendo quanto approvato recentemente (nel documento fondativo, Ndr), riconosco molti spunti su cui abbiamo portato un contributo”.

La Macroregione delle Alpi, un territorio di 450.000 chilometri quadrati e con oltre 75 milioni di abitanti, è ora una realtà, anche se sarà difficile, soprattutto agli inizi, che i cittadini se ne sentano parte oppure che ne capiscano le potenzialità. Quello che ci si aspetta dalla Macroregione, spiega Luminati, è di “creare una voce forte e univoca a Bruxelles che rappresenti i nostri interessi… I Paesi europei intorno a noi avranno più risorse che si potranno utilizzare per sviluppare progetti condivisi”, come per esempio:

  • la gestione dell’energia elettrica
  • il potenziamento e l’accrescimento delle opere infrastrutturali (rotaie e strade)
  • il patrimonio culturale delle alpi
  • la formazione professionale, con la quale la Svizzera già investe in ottica di collaborazione transfrontaliera
  • la dieta alpina, legata alla tradizione alimentare e per la quale Regione Lombardia e Valposchiavo hanno chiesto che diventi patrimonio immateriale Unesco.

Su quest’ultimo punto il presidente di Regione Valposchiavo sottolinea il ruolo strategico della nostra valle. “La dieta alpina – ha detto – è un tema identitario che potrebbe fare da collante per la macroregione; di più: noi, come Valposchiavo, con i progetti che sono stati portati avanti in questi anni (Smart Valley, 100% Valposchiavo… Ndr), siamo già in pole position”.

Ma, come ha evidenziato Luminati, esiste un problema, e cioè il fatto che, al momento, il Cantone dei Grigioni non vuole giocare un ruolo di primo piano anche se potrebbe farlo. “Per me rimangono motivi oscuri”, ha detto il presidente della Regione. Tutto sta, probabilmente, nel leggere questi cambiamenti come un’opportunità di sviluppo o piuttosto come un’interferenza dei propri poteri politici.


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