Regione Bernina, se il buon giorno si vede dal mattino

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La nuova Regione sarà operativa dal 1° gennaio 2016
(di P. Pola)
Si è svolta martedì 24 novembre, presso le palestre comunali di Brusio, la serata informativa riguardo i nuovi statuti della Regione Bernina, in consultazione in ambedue i comuni di valle domenica prossima, 29 novembre 2015.

Organizzata congiuntamente dai Comuni di Brusio e Poschiavo, la serata informativa non ha certo attratto il pubblico delle grandi occasioni: meno di venti i presenti, a conferma del fatto che l’istituzione Regione Valposchiavo non ha mai goduto di grande stima tra la popolazione e, probabilmente, mai ne godrà.

Neppure nella rinnovata veste, con modifica del nome ed un Esecutivo di “non nominati”, composto dai due Presidenti comunali, affiancati da un municipale per ciascun Comune, che formeranno assieme la Conferenza dei Sindaci. Ma tant’è, la forma e la struttura delle nuove corporazioni regionali sono state approvate dal popolo mediante la revisione parziale della Costituzione cantonale nel marzo 2012, che ha pure accettato il diritto relativo alla riforma territoriale il 30 novembre 2014, rendendo di fatto operative le nuove regioni a partire dal 1° gennaio 2016.

Con i suoi 4’690 abitanti la Regione Bernina sarà la più piccola del Cantone. Il fatto d’essere rappresentata solamente da due Comuni costituisce indubbiamente un’anomalia, che potrebbe ripercuotersi in modo negativo sul reale funzionamento della stessa. Potrebbero infatti verificarsi diverse situazioni di stallo, neutralizzandosi i due Comuni a vicenda. Se una regione viene ripetutamente bloccata nella decisione in merito ad una questione che va assolutamente disciplinata, può chiedere sostegno al Governo, il quale decide in modo definitivo.

Come peraltro ammesso dai relatori della serata, il Sindaco Arturo Plozza e il Podestà Alessandro Della Vedova, già l’approccio ai nuovi statuti è stato frutto di molti compromessi, lasciando in parte trasparire ciò che potrebbe accadere in divenire. Va comunque detto che, sulla stesura dello statuto, il margine di manovra era esiguo, essendo gran parte degli articoli vincolati alla legge superiore e quindi già assegnati dal modello cantonale.

La Regione si occuperà di principio dei compiti assegnatigli per statuto, vale a dire lo sviluppo del territorio, la protezione degli adulti e dei minori, lo stato civile, l’ufficio esecuzione e fallimenti e l’amministrazione degli archivi di Circolo, ai quali, col tempo, potrebbero venirne aggiunti altri, come per esempio la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti, lo sviluppo economico regionale, il registro fondiario e la promozione turistica.

Lo sviluppo economico, fra le mansioni più importanti nella gestione dell’attuale Regione, non rientra pertanto più fra le priorità del nuovo corso. Non è infatti pensabile che, i presidenti comunali, già ampiamente assorbiti dall’operatività e dalle emergenze quotidiane, possano trovare anche il tempo e le risorse per occuparsi delle strategie di lungo periodo, vale a dire sviluppare progetti.

Essendo stata voluta ed approvata in questa forma dal popolo grigionese e, di riflesso, anche della Valposchiavo, è comunque importante che gli statuti vengano approvati, affinchè la nuova Regione Bernina possa di fatto diventare operativa a partire dal nuovo anno. Una bocciatura totale o anche solo parziale (per esempio da parte di un solo Comune), comporterebbe l’intervento da parte del Cantone, il quale, in via transitoria, imporrebbe un certo modo di procedere, fino all’approvazione definitiva dello statuto.

Come afferma il Sindaco di Brusio, “più che dell’approvazione si tratta in questo caso della ratifica di un atto alla base della nuova Regione”. Se il buon giorno si vede dal mattino…