Alcuni cenni storici sullo sviluppo della sanità nella Valposchiavo

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Le riflessioni del comitato di PoschiavoViva
La società nell’ultimo trentennio ha subito un grande cambiamento, principalmente impresso dallo sviluppo tecnologico e imposto dalla globalizzazione. Questi fattori, nel bene e nel male, si ripercuotono anche sulla popolazione residente in valle.

Se in passato il NOI aveva un peso importante nella vita della comunità, oggi l’IO e le sue esigenze sembrano prevalere su quelle della collettività. L’individualismo portato all’estremo riduce il singolo a un semplice consumatore di prodotti e prestazioni e il suo valore è misurato in rapporto ai consumi. Più consuma più diventa interessante. Alcuni aspetti della vita e della società hanno sopportato dei modesti cambiamenti, mentre quelli a stretto contatto con le nuove tecnologie, hanno subito un’accelerazione impensabile, fra questi il settore medico sanitario (ricerca, farmacologia, prevenzione, diagnostica, applicazione tecnologica, cura, organizzazione sanitaria territoriale, ecc…).

Ripercorrendo la storia possiamo elencare come prima struttura sanitaria organizzata attiva in valle l’ospedale alla Rasiga nel 1913, seguito nel 1927 dalla nuova costruzione a San Sisto e dai successivi ampliamenti e nuove costruzioni fino a quella odierna. Negli anni ottanta nasce la Casa Anziani. Anche questa struttura, come l’ospedale, sorge per iniziativa delle Suore Agostiniane ed è gestita da loro. Nel decennio successivo vede la luce l’associazione Spitex che offre assistenza infermieristica a domicilio. Leggendo il passato si può riconoscere che nel tempo sono nati nuovi bisogni e le persone coinvolte in ambito sanitario hanno adeguato e creato nuove strutture per soddisfare le necessità dell’epoca. Oggigiorno sarebbe impensabile pensare a una Valposchiavo senza ospedale, casa anziani e assistenza sanitaria a domicilio.

Quale futuro per la sanità in valle?
La salute è una cosa complessa e individuale, per cui anche le prestazioni richieste possono essere diverse. In valle i tre enti sanitari hanno svolto e portato avanti bene la loro missione. In generale la popolazione è soddisfatta e apprezza le prestazioni erogate. Seguendo le linee guida emanate dal Cantone la situazione della sanità attuale in valle non ci lascia dormire sonni tranquilli. I costi delle strutture e la complessità delle cure e degli interventi spingono sempre più al limite la sostenibilità professionale e finanziaria le strutture in periferia. Oltre che aver aumentato negli ultimi decenni lo standard di qualità, l’aspetto più incisivo della politica sanitaria svizzera e cantonale punta costantemente a una riduzione e a un contenimento dei costi. Solo strutture di una certa dimensione, bene organizzate ed efficienti, con un potenziale importante di pazienti sono in grado sopportare i costi. Con i 4500 abitanti dei Comuni questo potenziale è ridotto e solamente raggruppando sotto la stessa gestione le tre strutture è possibile mantenere la qualità dei servizi, sfruttare le sinergie, contenere i costi ed elaborare una strategia comune a medio termine. Diventa di vitale importanza avere una visione globale sul settore della sanità valligiana e adottare una strategia comune per continuare ad esistere. Questo si ottiene creando un ente sanitario unico con una strategia performante, una coordinazione razionale ed efficiente, lasciando allo stesso tempo intatte le prerogative operative della Spitex, dell’ospedale San Sisto e della Casa Anziani.

Il potenziale economico e la qualità di vita
I dati pubblicati da diverse ricerche, elaborate da grandi istituti bancari, sostengono che la popolazione sceglie il posto di residenza e di lavoro a dipendenza dai servizi che presta la città o la regione. Ai primi posti di questa graduatoria emergono, a dipendenza delle fasce di età interpellate, i collegamenti con i trasporti pubblici e privati, gli asili nido, le scuole, le strutture sanitarie, culturali, sportive e del tempo libero. Questi criteri sono ancora più fondamentali per le regioni periferiche per il semplice motivo che non si hanno le stesse possibilità di accesso e di prossimità rispetto alle periferie urbane. Se teniamo conto pure della realtà economica, la Casa Anziani, l’Ospedale San Sisto e la Spitex offrono circa 140 posti di lavoro a tempo pieno, suddivisi su più collaboratori. Da questo punto di vista la sanità è uno fra i maggiori e importanti datori di lavoro in valle. Il potenziale derivante dagli introiti fiscali, gli aspetti sociali e dei servizi a favore della popolazione potrebbero essere ulteriormente valorizzati se il personale impiegato avesse la residenza in valle.
Questi motivi ci fanno capire che la soluzione di raggruppare la sanità della Valposchiavo sotto lo stesso tetto va nella giusta direzione.

Il comitato di PoschiavoViva