Si allarga il fronte dei contrari
(di M. Travaglia)
Il 28 febbraio si terrà la votazione sul raddoppio della galleria autostradale del San Gottardo. Il WWF e il Il Comitato grigionese «No al raddoppio del Gottardo», sostenuto dai partiti PEP, PVL, GISO, PS e Verda, si oppongono all’opera.
La consigliera nazionale Silva Semadeni, schierata in prima linea con il Comitato, afferma: «Il rumore, la puzza e l’inquinamento dell’aria incidono sulla qualità di vita nei pressi delle vie di transito; i paesi di montagna ne soffrono da decenni».
Ridurre il traffico pesante al Gottardo, fanno sapere i detrattori dell’opera, significa aumentare la sicurezza per tutti e ciò prima del 2035, con la costruzione del secondo tunnel. Con la possibilità di trasferire le merci sulla ferrovia e senza una chiusura totale della galleria autostradale, il traffico pesante non si trasferirà sull’asse della A13, perché non è adatto a questo scopo ed è perciò più pericoloso.
Sempre secondo il comitato, un “no” il prossimo 28 febbraio dà la possibilità all’Ufficio federale delle strade di risanare il tunnel del Gottardo con un concetto che tenga conto degli ultimi
sviluppi tecnologici. «Continuare con convinzione la politica di trasferimento delle merci su rotaia – conclude Semadeni riferendosi ad AlpTransit, il progetto ferroviario del secolo per il traffico di transito attraverso le Alpi – è più sensanto dal punto di vista economico, ecologico e del traffico che la costruzione di secondo tunnel autostradale».
Nel recente accordo sul clima di Parigi, la Svizzera si è impegnata a combattere in prima linea per mantenere il riscaldamento globale il più possibile entro 1,5 gradi. “Solo così – spiega il WWF – saremo ancora in tempo per scongiurare le terribili conseguenze per l’uomo e per la natura. Per raggiungere questo obiettivo non si dovrà più investire in infrastrutture “fossili”, ad esempio nella costruzione di nuove strade. Il trasporto di merci su strada grava sul clima 10 volte in più rispetto agli spostamenti su rotaia. Anziché aumentare le capacità del transito stradale, la Svizzera deve puntare sul trasporto sulla rete ferroviaria. Finora si è ottenuto ben poco: negli ultimi 15 anni, il transito delle merci su strada è infatti cresciuto con una velocità doppia rispetto alla rotaia”.
Il WWF non ha dubbi: “un secondo tunnel del Gottardo significherebbe un’ulteriore violazione alla tutela del clima, e appare del tutto fuori luogo nel momento in cui tutti gli Stati del mondo si sono impegnati a raggiungere ambiziosi obiettivi climatici”.













