Della Vedova analizza la proposta di Maroni
(di M. Travaglia)
IL BERNINA ha intervistato il Podestà di Poschiavo Alessandro Della Vedova in merito alla proposta del Presidente di Regione Lombardia Roberto Maroni di istituire, sul modello svizzero, otto Cantoni in territorio italiano.
La proposta del Presidente Roberto Maroni prende le mosse dalla recente riforma della sanità lombarda, che ha previsto l’istituzione di otto macro aree di competenza (contro le 12 province attualmente presenti). Seguendo questa suddivisione, Maroni ha lanciato l’idea di creare otto Cantoni, ispirati al modello Svizzero.
Sulla tematica è intervenuto, dalla propria pagina Facebook, il Podestà di Poschiavo Alessandro Della Vedova, che ha commentato così la proposta: “I Cantoni “autentici” sono un’entità territoriale con un Governo eletto dal Popolo, forte autonomia e competenze ben definite. Una simile proposta non può pertanto convincere nessuno senza il conferimento di veri poteri”.
IL BERNINA ha approfondito la tematica attraverso un’intervista.

Podestà Della Vedova, come vede la proposta del presidente di regione Lombardia Maroni?
Non è mia consuetudine commentare questioni che non conosco a fondo e nel caso specifico sono oltremodo prudente nell’esprimere giudizi soprattutto perché non si parla di temi di casa nostra. Lo spunto sulla mia pagina facebook che ha fatto nascere le sue domande è stato innescato da un articolo apparso in un quotidiano della vicina Provincia di Sondrio in cui è stato usato il temine «Cantone» in modo improprio a mio modo di vedere. Il mio intento era unicamente quello di stigmatizzare questo aspetto e sottolineare cosa significa parlare di «Cantoni», dando quindi contenuto alle parole.
Pensa che parte dei problemi della Valtellina possano essere risolti creando un Cantone della montagna?
Se il futuro “Cantone della montagna” avesse le prerogative e le competenze dei Cantoni svizzeri sarebbe un passo avanti decisivo nell’ottica dell’autodeterminazione per i territori italiani a noi prossimi. La forte autonomia potrebbe però anche essere un’arma a doppio taglio se non gestita in modo coscienzioso, consapevole e responsabile. In Svizzera il federalismo funziona perché ha profonde radici storiche e culturali, ma il tutto non è così ovvio e scontato.
E in questo senso che ruolo potrebbe giocare la Valposchiavo?
La Valposchiavo, nel caso di territori limitrofi con maggiore autonomia e potere decisionale, potrebbe giocare con ancora più decisione e determinazione quel ruolo che la storia degli ultimi cinquecento anni, nolenti o volenti, le ha riservato, ossia quello di pontiere culturale, economico e linguistico in un ampio territorio variegato, e per questo straordinario, situato nel cuore delle Alpi.












