Raddoppio del San Gottardo: male minore

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I massimi quotidiani stanno sferrando una campagna di tutto peso a favore del “no
Il punto di vista di Nicoletta Noi-Togni sulla “Legge federale concernente il transito stradale nella regione alpina (LTS)(Risanamento della galleria autostradale del San Gottardo).

 

Si sceglie il male minore quando oggettivamente non si può aspirare al bene maggiore. Un assunto certo non nuovo perché già enunciato dai Greci, prima di Cristo, e destinato a seguire l’uomo e le sue opere nel corso dei secoli. Non per rendergli la vita facile, tutt’altro. Appunto perché comporta una scelta che significa valutare, giudicare e decidere. Il che è faticoso poiché soggiace, oltre che ai dettami della ragione anche a quelli del sentimento.

La votazione popolare del prossimo 28 febbraio ci offre un vasto spettro di decisioni faticose da avallare, o non avallare, con il voto. Invidio coloro che da giorni enunciano giudizi chiari, opinioni levigate e, per loro, incontrovertibili. Che mi permetto comunque di mettere in discussione.

Il doppio tunnel del San Gottardo – per esempio- cosa significa per la nostra regione? Da settimane controllo più volte al giorno i valori di polveri fini nella bassa Mesolcina. Risparmio a chi legge il lungo elenco dei giorni di superamento (certe volte molto grave) dei limiti di PM10, situazione illegale tra l’altro dato che l’Ordinanza federale permette al massimo il superamento degli stessi una volta all’anno. Osservo anche i valori registrati in Ticino e constato nella valutazione annuale che San Vittore supera quasi costantemente Magadino, Giubiasco e Biasca mentre emula (certe volte anzi supera) in modo praticamente identico quelli di Chiasso e Mendrisio.

Pur con cause probabilmente diverse poiché sono noti gli effetti dell’accentuato traffico frontaliero nelle zone di confine. Questa situazione indica in ogni caso che la nostra regione non sopporta un carico maggiore di inquinamento dell’aria da parte della A13, cosa che diventerebbe realtà se il traffico del Gottardo avesse a riversarsi sul San Bernardino. Un’esperienza che del resto abbiamo già fatto e che ci ha visto intervenire come politici a più riprese presso le autorità cantonali e federali.

Inutile ripetere gli altri aspetti che parlano a favore di un nuovo tunnel del San Gottardo quali la inadeguatezza della A13 al traffico pesante ed il costante intasamento di questa tratta qualora il tunnel sopracitato fosse per lungo tempo bloccato, ecc. Sia comunque per coscienza citato il grave pericolo rappresentato dalla Galleria del San Gottardo per chi vi transita, pericolo al quale non si può leggermente ovviare mettendo una barriera di contenimento (guardrail), opzione questa che come dice bene Bruno Cereghetti, esperto di assicurazioni sociali e sanità, “fa rabbrividire”; in quanto barriera molto pericolosa di per sé (stiamo parlando di un tunnel di 16, 918 km.) ed anche se “mobile” pericolosa in caso di incidente quando ogni minuto d’intervento conta.

Certo si può mettere tutto (persone e mastodonti della strada) sulla così detta Neat. Ma fin’ che non c’è un obbligo di transito solo ferroviario per gli autocarri (cosa del tutto improbabile, addirittura impossibile da ottenere dall’Europa) e una maggior capacità di questa ferrovia, la possibilità di uno scarico importante per la galleria autostradale del Gottardo, sembra utopica.

Certo anche che si potrebbe aspettare, valutare gli effetti della Neat, ma chi ci dice che fra dieci o vent’anni Berna metterebbe nuovamente a disposizione i capitali per un nuovo tunnel? Non dimentichiamo che sono molti i progetti in Svizzera che attendono l’avvallo della Berna federale, ciò che del resto si sta manifestando in queste settimane all’interno del Paese. Lo rivelano i massimi quotidiani come la “Neue Zürcher Zeitung” ed il “Tages Anzeiger” che stanno sferrando una campagna di tutto peso contro il raddoppio del San Gottardo. E’ ciò che farà pendere la bilancia per il no a livello nazionale. A nostro svantaggio, intendiamoci bene! E neppure a vantaggio del Mendrisiotto il cui problema non si chiama San Gottardo.

Tutto da vedere anche se ci sarebbe veramente più traffico con un doppio tubo, e tutto da vedere se danneggiano di più veicoli incolonnati per ore, con motori che si spengono e accendono continuamente o un traffico scorrevole. Detto questo, non mi sembra che i contrari siano propagatori del minor male poiché neppure l’argomento risparmio vale in quanto i milioni non spesi al Gottardo verranno spesi a Zurigo, in Argovia, al Grimsel, in Romandia o in chissà quale altra parte del Paese.

Nicoletta Noi-Togni