La triste pratica del contrabbando di animali esotici

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Il traffico scoperto dalle guardie di confine presso le frontiere della Svizzera nord orientale
(di P. Pola)
Secondo quanto comunicato dal servizio stampa del corpo delle guardie di confine, alla fine dello scorso anno sono stati scoperti due casi di contrabbando di specie d’animali esotici in via d’estinzione.

 

I casi si sono verificati presso due valichi doganali della Svizzera nord orientale, nella Valle del Reno del Canton San Gallo e, anche se lontani dai nostri paraggi, riteniamo comunque opportuno darne notizia, non fosse altro per accendere i riflettori su una tematica di cui si sente parlar poco, ma che impone di riflettere su un assurdo mercato nero in cui si sottopongono animali esotici, già interessati da delicati equilibri vitali, ad inutili sofferenze legate a viaggi effettuati in condizioni disastrose, per poi costringerli a vivere in ambienti completamente diversi dai loro habitat naturali.

Un esemplare di geco

 

Tutto ciò, nella maggior parte dei casi, solo per soddisfare il vezzo di acquirenti senza scrupoli, i quali, ben presto stufi di loro, non esitano a sbarazzarsene come fossero oggetti qualsiasi o, se del caso, a rimetterli sul mercato nero.

Conure d’oro e cacatua goffiniana

 

Stando alle fonti doganali, lo scorso 8 novembre le guardie di confine di servizio al valico doganale di Au, nel Canton San Gallo, hanno sottoposto ad un controllo un cittadino tedesco, nella vettura del quale si trovavano, nascosti in piccole gabbie ricoperte da teli, tre esemplari di pappagallo bianco-incoronato, una cacatua goffiniana e un conure d’oro. Quest’ultimo esemplare giaceva in condizioni pietose, ma, fortunatamente, ha potuto essere salvato. Da notare che, tutte le specie di animali sequestrati, sono a rischio estinzione.

Il conure d’oro ritrovato in pessime condizioni

 

Un altro caso simile è venuto alla luce il 14 dicembre 2015 presso la frontiera di Diepoldsau-Schmittler; qui un cittadino austriaco tentava di portare in Svizzera 21 esemplari tra varani e geco, rettili altrettanto protetti o sottoposti a speciali permessi d’importazione. Gli animali si trovavano all’interno di sacchi di stoffa o depositati in piccoli contenitori di plastica.

I contenitori di plastica e i sacchi i stoffa con all’interno gli animali

 

In ambedue i casi sono state messe in campo ampie operazioni investigative da parte delle autorità di frontiera, coadiuvate da esperti dell’ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria. Le indagini hanno portato alla luce un più vasto commercio illegale di animali a rischio estinzione, promosso da uno dei fermati e da altre persone residenti in Svizzera.

Esemplare di varano

 

Le autorità doganali hanno ora aperto una procedura penale nei confronti dei responsabili, così come dei clienti finali. Il codice penale prevede in questi casi pene pecuniarie che possono raggiungere anche alcune decine di migliaia di franchi. Tutti gli animali sequestrati sono stati consegnati ai rispettivi reparti specializzati di uno zoo svizzero.

Esemplare di pappagallo bianco incoronato