Gita al Pizzo Tresero: “Panorama mozzafiato”

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Il racconto e le foto
La gita di domenica è stata un’ottima alternativa al programma originale, che prevedeva una gita al Piz Surgonda e Piz D’Err. 

 

 

Alle 5:30 di mattina ci siamo trovati al parcheggio del palazzo Mengotti con la prospettiva di una giornata favolosa davanti a noi.

Dopo un esauriente insegnamento di come si carica correttamente l’attrezzatura in un baule, ci siamo diretti verso Bormio, precisamente al rifugio dei Forni dove, lasciata l’auto al parcheggio, ci si incammina a sinistra della valle alla conquista del Pizzo Tresero (3602 m s.l.m.). Si tratta di una montagna del gruppo Ortles-Cevedale nelle Apli Retiche meridionali; è l’ultima vetta della Catena delle 13 Cime che inizia dal Cevedale e cinge a sud e ad est il Ghiacciaio dei Forni.

Si sale immersi in un’atmosfera quasi magica oserei dire, un panorama mozzafiato che ci obbliga a girarci spesso dall’altra parte della valle per ammirare la valle delle Rosole dominata dal Cevedale e dal Palon de la Mare, mentre più in là, a sinistra, l’imponente vetta del Gran Zebrù.

Continuando a salire si raggiunge la cresta che unisce la cima S.Giacomo al Pizzo Tresero e, girando a sinistra, iniziamo l’ultima tratta; tutti quanti, chi con molta fatica chi meno, raggiungiamo la cima con evidente soddisfazione.

Dopo una mezz’oretta di stupore, ammirando il panorama indescrivibilmente emozionante sotto un cielo blu cobalto, iniziamo un’avventurosa discesa, deviando verso nord dalla cresta che porta alla cima S. Giacomo lungo dei canaloni che ci fanno arrivare direttamente sopra il rifugio Forni.

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Gita al Pizzo Tresero (3602 m s.l.m.)

È stata un’altra grande giornata da ricordare; malgrado la fatica la gratitudine è tanta per il grande spirito di gruppo che si è creato che sprona a non mollare e arrivare in cima con una soddisfazione indescrivibile che regala, oltre a delle forti emozioni, un’empatia che lega tutto il gruppo. È proprio vero che la fatica non è mai sprecata, soffri, ma sogni.

Grazie a tutti di vero cuore e soprattutto grazie alla nostra guida, Demons.

Per la sportiva Palü
Debora Forer