Traforo del Mortirolo, le perplessità di Luminati

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“Perché ‪i ‎Grigioni‬ non erano al tavolo?”
(di M. Travaglia)
E’ notizia di pochi giorni fa la decisione di intraprendere uno studio di collegamento tra la Valcamonica e la Valtellina attraverso il traforo del Mortirolo. Cassiano Luminati ha espresso le proprie perplessità: “Bisognerebbe puntare su varianti ferroviarie”.

 

Ugo Parolo, sottosegretario di Regione Lombardia ai Rapporti con il Consiglio regionale, Politiche per la Montagna, Macroregione alpina (Eusalp), è intervenuto, martedì pomeriggio, a Sondrio, al “Focus group sui collegamenti tra Valtellina e Valcamonica con uno sguardo all’Engadina”. All’incontro, organizzato congiuntamente dai presidenti della Provincia di Brescia e Sondrio, hanno partecipato, oltre al sottosegretario Parolo, i sindaci e i presidenti delle Comunità montane limitrofe e i rappresentanti di RFI e Trenord.

In quest’occasione è stata espressa la volontà di programmare la stesura di un Protocollo d’Intesa tra Regione Lombardia e le Province di Brescia e di Sondrio per avviare uno studio di fattibilità del traforo del Mortirolo, con l’intenzione dichiarata di favorire lo sviluppo turistico ed economico della Valtellina e della Valcamonica per migliorare la qualità della vita dei cittadini residenti in queste aree alpine.

Collegamenti che – afferma l’ex presidente di Regione Valposchiavo Cassiano Luminati dal suo profilo Facebook – avrebbero ripercussioni anche per le nostre regioni. Se l’obiettivo è quello di uno sviluppo socio-economico e sostenibile, difficilmente questo sarà possibile solo incentivando la mobilità privata. Innanzitutto, – continua – nel 2016 nemmeno si dovrebbe prendere in considerazione l’idea di costruire nuovi tunnel stradali in un’area sensibile come quella delle Alpi. Bisognerebbe puntare unicamente su una mobilità sostenibile e quindi su varianti ferroviarie”.

Luminati, oltre a chiedersi il motivo del mancato invito al tavolo nei confronti del Cantone dei Grigioni, accusa la mancanza di una strategia ampia e condivisa sulla mobilità nei territori montani, includendo nel discorso Bregaglia, Engadina Alta e Bassa, Val Monastero, Bolzano, Valtellina e Valchiavenna. “Solo affrontando su questa scala territoriale transfrontaliera il tema della mobilità e della viabilità – aggiunge – sarà possibile ottenere qualcosa di concreto, ad esempio nell’ambito della strategia macroregionale per le Alpi EUSALP”.

La soluzione, secondo Luminati, sarebbe la costituzione di una governance congiunta e permanente dell’area montana. “Grazie ad EUSALP – conclude – il momento sarebbe anche buono per intavolare un discorso di questo genere a livello transforntaliero e l’imminente nuova programmazione Interreg Italia-Svizzera fornirebbe anche gli strumenti operativi per lanciare un progetto di governance congiunta di nostri territori”.


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