Saline Joniche: vittoria del carbone

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Repower aveva comunque già annunciato il proprio ritiro dal progetto
(di P. Pola)
Il Consiglio di Stato della Repubblica italiana ha accolto il ricorso in appello della SEI, società controllata da Repower, rendendo pertanto realizzabile il progetto riguardante la costruzione di una centrale termoelettrica, alimentata a carbone, a Saline Joniche.

 

La SEI aveva interposto appello contro la sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) del Lazio, notificata la primavera dello scorso anno, mediante la quale i giudici avevano accolto le motivazioni della Regione Calabria, del Coordinamento delle Associazioni dell’Area Grecanica No al Carbone, nonché di altre associazioni ambientaliste della zona, contro il progetto di Repower relativo alla costruzione della centrale a carbone nei pressi di Saline Joniche.

Nel contesto il TAR del Lazio aveva accolto il ricorso contro il decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri, mediante il quale veniva sancita la compatibilità e l’autorizzazione al successivo esercizio della centrale.

Il successo conseguito in giudizio non modifica comunque nulla rispetto alle intenzioni già comunicate da Repower, vale a dire di ritirarsi in modo definitivo dal progetto. Come ribadito dal portavoce Werner Steinmann, raggiunto telefonicamente, Repower ha già di fatto rinunciato al progetto, anche se la vendita della propria compartecipazioni a SEI non è ancora stata del tutto regolata, causa la complessa procedura giuridica dell’operazione che sta prendendo più tempo del previsto.

Difficile quindi prevedere il momento esatto della definitiva separazione dalla società. Come tiene infine a precisare Steinamann, Repower aveva già annunciato di concentrasi al 100% sulla produzione di energia rinnovabile nell’ambito della pubblicazione delle proprie strategie, avvenuta lo scorso 18 dicembre 2015. Il ritiro da Saline Joniche rientra chiaramente in questa strategia, essendo la rinuncia al carbone, quale vettore energetico, irrevocabile.

Secondo Steinmann, il verdetto del Consiglio di Stato dello scorso 5 maggio 2016 sta comunque a dimostrare come Repower abbia lavorato in modo serio al progetto, nel rispetto delle norme e procedure prestabilite.