Lo chiedono a gran voce i rappresentati della contrada Sergio Zala e Claudio Merlo
(di P. Pola)
Dopo l’ennesimo scoscendimento lungo la strada che porta a Viano, i due rappresentati politici della frazione, Sergio Zala e Claudio Merlo, non ne possono più della situazione di perenne precarietà viaria in cui gli abitanti della piccola frazione sono costretti a vivere e chiedono finalmente risposte concrete alle autorità competenti.
La notte tra il 16 e 17 giugno 2016, una caduta massi d’importanti dimensioni ha ostruito per l’ennesima volta la strada cantonale che porta a Viano. Una non notizia si direbbe, in quanto è ormai consuetudine che, situazioni di maltempo, provocano scoscendimenti tali da mettere in pericolo o addirittura bloccare il traffico verso il piccolo abitato di montagna.
L’ennesima non notizia anche per le autorità competenti, almeno così la pensano Sergio Zala e Claudio Merlo, rappresentati della frazione in seno al Consiglio comunale di Brusio e, per l’occasione, ambasciatori del malcontento generale di tutto l’abitato, che si sente ormai abbandonato dall’inerzia del Cantone nel voler affrontare in modo risoluto e definitivo questo annoso problema.
Ma procediamo con ordine: l’attuale tracciato che porta a Viano è stato costruito un centinaio di anni fa, sotto forma di mulattiera, per volontà dell’Amministrazione federale delle dogane. La strada, nel frattempo sistemata e riadattata, è divenuta carrabile nel corso degli anni Venti, molti anni prima che transitasse lungo la stessa il primo mezzo motorizzato. Da allora non sono più stati effettuati cambiamenti sostanziali al percorso e neppure alla struttura della carreggiata, se non degli interventi di miglioria e di messa in sicurezza o, come tengono a puntualizzare Merlo e Zala, “semplici cerotti e rammendi” .
Fatto sta che, in queste condizioni, la strada cantonale non rispetta i parametri minimi di sicurezza. La percezione a Viano è che il Cantone abbia di fatto dimenticato questa strada, lasciando gli oltre 60 abitanti della frazione, fra i quali molti si spostano giornalmente a valle per lavoro, in balia dei pericoli e degli avvenimenti atmosferici. “Proprio non riusciamo a comprendere questo atteggiamento da parte di chi dovrebbe garantire un transito fluido e sicuro”, affermano i due rappresentati di Viano.
Dopo periodi di forte spopolamento, avvenuti più che altro a cavallo fra gli anni settanta e ottanta del secolo scorso, Viano sta ora vivendo una sorta di rinascita, in cui alcune giovani famiglie si sono già stabilmente insediate e altre sono in procinto di farlo. Il collegamento con il fondovalle è e rimane però un forte motivo di dissuasione, senza il quale molte più persone sceglierebbero di accasarsi ai 1’250 metri dell’abitato sopra Brusio. “Il continuo tergiversare del Cantone deriva probabilmente da una questione di costi – sottolinea Claudio Merlo – purtroppo ci si è dimenticati in fretta di quanti soldi ha incassato l’Amministrazione federale in dazi doganali ai tempi del contrabbando, se si pensa che, fra gli anni 50 e 70 transitavano da Viano fino a 40 tonnellate di caffè a settimana.”
Sergio Zala, che per ben quarant’anni ha lavorato quale cantoniere operando spesso proprio sul tratto stradale in parola, non ha dubbi nell’affermare che i ripari, così come gran parte delle opere poste finora in atto per la messa in sicurezza della carreggiata, risultino essere alla resa dei conti insufficienti, senza oltretutto aver contribuito a risolvere minimamente il problema. “Conosco il tracciato e l’intero versante palmo per palmo – riferisce lo stesso Zala – so di cosa sto parlando e il mio timore è che, un giorno, quello stesso pendio franerà tutto. Non è possibile che il Cantone non si sia ancora convinto che l’unica vera alternativa è una nuova strada. Le reti di protezione costano molto e servono a poco, lo abbiamo visto anche in occasione dell’ultima frana, sono state spazzate via come fuscelli.”
Lo smottamento di metà giugno ha interessato la strada in 3 differenti parti e, come peraltro affermato da Sergio Zala, ha divelto reti e guard-rail in più punti. Ciò che preoccupa molto è appunto il fatto che, causa la conformazione a serpentina della strada, gli utenti sono costretti a transitare 5 volte sotto lo stesso pericolo. Sergio Zala fa sapere d’essersi già più volte attivato verso il Cantone per segnalare l’impellenza a decidere in merito ad un nuovo tracciato, scrivendo direttamente anche al Capo Dipartimento delle costruzioni Dr. Mario Cavigelli nel febbraio del 2014. “Le risposte sono sempre gentili e diplomatiche – riferisce Sergio Zala – ma non dicono assolutamente nulla. Ci chiediamo tutti, quanti soldi ha già speso il Cantone negli ultimi trent’anni, per la strada di Viano, senza aver minimamente risolto il problema. Quante cadute massi si sono verificate nello stesso periodo e quante dovremo ancora vederne prima di poter sognare un percorso alternativo e più sicuro?” – si sfoga il politico di Viano.
Si percepisce molta rabbia e scoramento fra le parole dei due rappresentanti di Viano, ma anche la determinazione, questa volta, di andare fino in fondo. ” Ciò che più irrita – dice in conclusione Claudio Merlo – è che sono ormai trascorse quasi due settimane dall’evento e nessuna autorità si è finora fatta sentire con delle informazioni, neppure in merito all’estensione della chiusura, il minimo che dovremmo sapere. Si vede proprio che non contiamo più nulla e ci hanno completamente dimenticati”. Ciò che è certo è che, senza riscontri concreti, Claudio Merlo e Sergio Zala andranno avanti nella loro azione, faranno ancora sentire la loro voce finché non ci sarà una vera e propria svolta nell’intera faccenda.
Non resta ora che attendere se la piccola contrada riceverà le risposte che aspetta. O se, trascorso un po’ di tempo tutto tornerà alla normalità, fino al prossimo scoscendimento. “È questo il punto – concludono all’unisono Claudio Merlo e Sergio Zala – dovrà purtroppo accadere una disgrazia affinché ci si decida a cambiare veramente le cose….















