Crisi del latte in atto, ma non in Valposchiavo

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Immagine RSI

La nostra valle presa come esempio (di M. Travaglia)
Giovedì 15 agosto, la nota trasmissione di approfondimento “Falò”, in onda sulla RSI, si è occupata della crisi del latte in atto a livello nazionale. Protagonista della trasmissione è stata la Valposchiavo che, grazie alle sue peculiarità, è stata presa ad esempio come modello virtuoso e in controtendenza.

 

La trasmissione “Falò”, alla ricerca delle cause della crisi che sta colpendo i produttori di latte, è partita da una considerazione di fondo: in 15 anni, il 42% delle aziende svizzere produttrici ha dovuto chiudere.

Le cause di questo abbandono sono da ricercare nell’abbattimento dei prezzi della materia prima; complice la concorrenza dei Paesi dell’Unione Europea, infatti, le importazioni di latte, ma soprattutto di formaggio, sono aumentate, solamente nell’ultimo anno, ben del 6%.

Dopo un’analisi della situazione, soprattutto a livello ticinese, la trasmissione si è poi dedicata alla, così è stata definita, “prima smart valley della Svizzera”, la Valposchiavo. Dopo una breve intervista ad un consumatore, Claudio Paganini, che ha spiegato l’importanza di comprare locale e biologico, le telecamere si sono spostate presso il Caseificio Valposchiavo.

Questa realtà è stata presa a testimonianza come economia in controtendenza rispetto alla crisi che sta colpendo la Confederazione; i motivi di questo successo sono da ricercare sia nello stretto contatto tra la realtà produttrice e i consumatori sia nella capacità di vendere i prodotti ai mercati limitrofi.

Intervistato, il presidente del Caseificio Cornelio Beti ha spiegato il fenomeno, in atto, del ritorno delle mucche da latte: attualmente ci sono, infatti, diverse richieste di giovani fornitori che vogliono iniziare. Successivamente, è toccato ad Antonio Giacomelli, Responsabile produzione e infrastrutture, illustrare le modalità di lavoro.

L’intervista al 23enne Tim Marchesi, il più giovane produttore di latte che conferisce presso il Caseificio, ha concluso la trasmissione, contribuendo a conferire alla Valposchiavo, ancora una volta, un’immagine più che positiva oltre che un’ottima pubblicità.