Nuova area di lavorazione presso “La Mota di Miralago”? (di P. Pola)
Si è tenuta martedì 8 novembre 2016 l’attesa serata informativa, organizzata dal Comune di Poschiavo, riguardo il centro inerti di Li Geri. Tra il folto pubblico presente all’Albergo Posta di Le Prese anche molti rappresentanti delle autorità comunali e regionali, così come il Sindaco di Brusio. Durante la serata non sono mancate le critiche all’indirizzo del Consiglio comunale, ma anche note di consenso nei confronti del progetto presentato in collaborazione con la IB Sili SA.
Situazione complessa quella del centro inerti di Li Geri, un dedalo articolato da un groviglio di ramificazioni, sufficientemente intricate da poter somigliare al mitico labirinto di Cnosso, in assenza di una sicura via d’uscita.
Di una situazione complicata parla anche il Podestà di Poschiavo Alessandro Della Vedova, aprendo la serata pubblica tenutasi nella sala dell’Albergo Posta di Le Prese, per l’occasione gremita in ogni ordine di posto. Tanti sono gli interessi in gioco e molti ancora i punti critici attorno a Li Geri, per un’area di vitale importanza dal punto di vista paesaggistico, ma che ha sempre rivestito un ruolo essenziale anche a livello economico, quale punto di riferimento per le aziende edili valligiane nel rifornimento di inerti e cemento per costruzioni.
Situazione complessa anche dal punto di vista pianificatorio, in relazione alla scadenza dei contratti di sfruttamento del sedime attorno alla foce del fiume nel 2015, successivamente prorogati dal Comune fino alla fine del 2016.
In estrema sintesi, per chi si approcciasse solo ora alla tematica: da un lato troviamo interessi imprenditoriali ed economici d’importanza regionale, mentre dall’altro sono invece accampate le aspettative di una comunità che da tempo attende sia fatta chiarezza in merito ad una delle più belle zone paesaggistiche del fondovalle, capace di chiudere definitivamente anni di incertezze e precariato. In mezzo il Comune, che deve giocare il proprio ruolo istituzionale in una situazione divenuta negli anni sempre più intricata e complessa, impegnato nel trovare soluzioni eque e condivise, capaci di soddisfare ciascuna delle parti, ognuna con le proprie ragioni, senza prevaricare i vincoli legali vigenti.
Iniziamo allora dal quadro generale, come proposto dal Podestà nella sua presentazione di martedì scorso. Dal punto di vista pianificatorio, in base anche alla decisione dipartimentale del 12 febbraio 2009, che confermava la revoca dell’autorizzazione per l’estrazione di materiale dal lago, la zona non era più stata inserita quale industriale. La procedura inerente le concessioni del progetto Lagobianco ha però ritardato l’iter d’approvazione della nuova pianificazione del Comune di Poschiavo, la quale, secondo una previsione delle stesso Podestà, dovrebbe poter essere presentata in votazione popolare l’autunno prossimo. Stando ai contenuti della stessa, l’area dovrebbe venir restituita al ceto agricolo, mentre la lingua di terra attorno al lago passare a zona paesaggistica di protezione.
In base ai nuovi dettami pianificatori, il tutto dovrebbe quindi ben presto sfociare in uno stop ai lavori, senza se e senza ma. Ed è proprio qui che subentra invece la necessità di poter continuare con la lavorazione di inerti, fintanto che non sia pronta una zona alternativa. Su questo punto il Podestà elenca una serie di varianti in fase di valutazione, tra le quali, la più realistica, è quella inerente la zona prevista a “La Mota da Miralago”, in merito alla quale, i Comuni di Brusio e Poschiavo stanno lavorando in modo congiunto. Nessuna garanzia vien però data per quanto riguarda i tempi previsti per approntare il nuovo sito che, in tutta ragionevolezza, potrebbe essere operativo in 5 anni.
Come più volte confermato da Della Vedova, la volontà di recuperare la zona di Li Geri è ampiamente data e rappresenta un punto fermo anche nei propositi del Comune. Allo stato dell’arte risulta però essere concretamente difficile fare previsioni sulla tempistica che, nella migliore delle ipotesi, dovrebbe prevedere un lasso temporale non superiore a 5 anni, ma che potrebbe anche protrarsi ulteriormente nel caso la variante “Mota da Miralago” dovesse trovare difficoltà nella realizzazione. Per alcuni presenti in sala si entra qui in una sorta di “deja vu”, per cui non mancano i rimproveri all’indirizzo delle autorità alle quali vien rinfacciato un atteggiamento lassista e indulgente, che ha permesso il trascinarsi della situazione per oltre quarant’anni a forza di autorizzazioni provvisorie, senza mai aver avuto il coraggio d’intervenire in modo risoluto a protezione dell’ambiente e di chi ci vive.
A questo punto è bene spiegare cosa significa andare avanti con la lavorazione degli inerti e cosa comporta la soluzione proposta da Gian Luzi Battaglia e già presentata alle autorità di Giunta in occasione di una riunione tenutasi la scorsa estate. Ottemperando ai disposti di cui alla decisione del dipartimento cantonale dell’ambiente del febbraio 2009, che postulava lo smantellamento degli impianti e il ripristino dell’area attorno al lago a far conto dal dicembre 2015, lo stesso imprenditore di Poschiavo, dopo aver chiesto ed ottenuto una proroga dal Comune fino alla fine di quest’anno, ha proposto il bonifico della cintura attorno alla riva con relativa realizzazione, a proprie spese, di una zona paesaggistica, previo una permuta di terreno con il Comune di Poschiavo. Nel contempo la IB Sili SA concentrerebbe le attività raggruppandole all’interno del proprio sedime, in cui verrebbe demolito il vecchio zoccolo dell’impianto di betonaggio. Nell’area verrebbe inoltre installata una filtropressa con nastro caricatore, mentre si rinuncerebbe alla frantumazione secondaria.
La zona rinverdita riguarderebbe invece un corridoio della larghezza di 12.5 metri attorno alla riva del lago. Secondo alcuni residenti, proprio questa lunghezza potrebbe però rappresentare un problema, non rispettando la distanza minima legale da mantenere nei confronti di un lago o di un corso d’acqua, fissate ad almeno 20 metri. Sulla questione potrebbe pertanto pendere un nuovo ricorso presso il Tribunale amministrativo. L’eventuale rifiuto da parte della Giunta comunale del compromesso proposto dall’imprenditore Battaglia o la “spada di Damocle” rappresentata da un potenziale ricorso, potrebbero far tornare tutti alla casella di partenza, avendo ribadito lo stesso Battaglia di poter ritirare in qualsiasi momento il suo progetto, in caso di diniego, continuando a lavorare sul proprio terreno entro i limiti a lui concessi dal Cantone.
La chiave per dipanare la matassa si cela quindi nei tempi certi relativi alla realizzazione del nuovo centro d’inerti alla “Mota da Miralago”, i quali, come ribadito anche dal Sindaco di Brusio Arturo Plozza, appositamente invitato alla serata, non possono però ancora essere garantiti, incombendo sull’intero progetto ancora molte incognite e vari punti da risolvere. Per lo stesso Plozza, che rimane comunque ottimista in merito alla realizzazione del centro per la lavorazione d’inerti, l’opzione zero, vale a dire la non realizzazione, è comunque una variante non ancora del tutto scongiurata. Pure ottimista nei confronti della soluzione “Mota da Miralago” è l’ingegnere forestale Gilbert Berchier, a favore della quale si sta intensamente adoperando, per evitare il rischio di rimanere senza un centro per la lavorazione di inerti in Valposchiavo. Nessuna certezza sui tempi può comunque essere proposta neppure dallo stesso ingegnere forestale.
Conclusione: difficile prevedere come andrà a finire. Il progetto, elaborato dal Municipio con l’imprenditore Battaglia, rappresenta al momento la soluzione migliore, caldeggiata anche da esponenti del settore edilizio, ma, per le ragioni addotte, non convince tutti. La prossima pedina, in questo gioco dell’oca dall’esito tutt’altro che scontato, la muoverà la Giunta comunale, la quale aveva già sostanzialmente dato appoggio alla proposta nella seduta informativa dello scorso agosto. Ciò non scongiura però il pericolo di tornare ancora tutti alla casella di partenza. Come dicono i francesi: affaire a suivre.


















