Lingua di Dante nel turismo grigionese: intrusione o opportunità?

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Il "libro bianco" per il turismo grigionese

Il 20 luglio 2018 l’Ufficio dell’economia e del turismo del Cantone dei Grigioni comunicava a Danilo Nussio, di «ecomunicare.ch» con sede a La Rasiga (Sant’Antonio), la buona novella che da quella data in poi il «Libro bianco per il turismo grigionese» era liberamente fruibile online anche in italiano. La versione italiana di questo importante strumento è stata curata dal «Polo Traduzioni Grigioni Italiano» e impaginata da «ecomunicare.ch» su base grafica di SOMEDIA.

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Ciò non avveniva però in modo naturale e consequenziale, come ci si potrebbe aspettare da un ente pubblico di un cantone svizzero trilingue, ma solo grazie all’insistenza e alla perseveranza di Danilo Nussio ed alcuni membri di Valposchiavo Turismo, i quali durante lo scorso mese di aprile si erano visti rifilare presentazione e pubblicazione del prezioso opuscolo soltanto in tedesco – a dispetto dell’equivalenza linguistica ancorata nella costituzione federale e cantonale e mancando di sensibilità verso la nostra minoranza italofona.

Una consuetudine, questa, che sembra essere piuttosto la regola quando le autorità di Coira pubblicano o presentano testi e progetti ufficiali nelle regioni italofone del Cantone. Sui motivi di questa prassi, Danilo Nussio ha un’opinione ben precisa: “Si tratta soprattutto di un problema di progettazione (non pianificano tempi e soldi per l’italiano), di procedure errate, di furberie da parte del Cantone; e si tratta di mancanza di determinazione da parte nostra nel protestare facendo appello alla costituzione, all’illegalità”.

“Circa i conferenzieri [per la presentazione del «Libro bianco», ndr] non si può pretendere la Luna; tuttavia senza la versione del libro in italiano avremmo dovuto rifiutare categoricamente la serata, sia in Valposchiavo che in Bregaglia”, continua l’esperto di comunicazione valposchiavino. E aggiunge: “I romanci, come spesso purtroppo alcuni Valposchiavini e alcuni Bregagliotti, prediligono leggere un testo in tedesco, come se fosse migliore… vedi anche molti sistemi operativi di computer usati in tedesco in aziende pubbliche e private del Grigionitaliano; sembra che in tedesco funzionino meglio…”.

Per farci un’idea più chiara di quale approccio intenda adottare Valposchiavo Turismo (VT) nei confronti della lingua di Dante in questioni relative a possibili divergenze con il resto del Cantone, e a una malcelata sudditanza linguistica da parte di molti abitanti della valle, abbiamo posto una serie di domande a Kaspar Howald, direttore dell’organizzazione turistica regionale.

La serata del 10 aprile 2018 da voi organizzata assieme al responsabile dell’Ufficio dell’economia e del turismo e al presidente del Consiglio grigionese per il turismo aveva suscitato qualche perplessità sul fatto che non esistesse un’edizione italiana del “Libro bianco”. Tale problematica non era stata da voi considerata in precedenza?
Certamente, infatti abbiamo subito segnalato la mancanza ai responsabili. Tuttavia l’Ufficio dell’economia e del turismo aveva previsto la presentazione del “Libro bianco” in tutto il Cantone nello stesso periodo, perciò abbiamo acconsentito. Abbiamo però fatto notare ai relatori che sarebbe stata auspicabile almeno una presentazione in italiano.

Avevate chiesto delle spiegazioni all’ufficio competente su questa loro inadempienza?
No, non abbiamo chiesto spiegazioni. Eravamo comunque d’accordo con Danilo Nussio che la tematica sarebbe stata sollevata la sera stessa della presentazione.

Vi è capitato anche in altre occasioni di ricevere testi destinati al pubblico o agli operatori del settore non tradotti in italiano?
Purtroppo succede di frequente che le comunicazioni destinate ai turisti o agli operatori del settore ci arrivino solo in tedesco (o al limite anche in francese se si tratta di documenti a livello nazionale). La lingua italiana spesso non viene considerata.

Durante la summenzionata serata, alla domanda proveniente da Danilo Nussio, la risposta del signor Arpagaus sul fatto che la versione italiana causerebbe costi eccessivi non è sembrata convincente. Nel frattempo la versione italiana è stata ultimata senza ulteriori polemiche: un evidente segno che non era questione di costi, ma semplicemente di supponenza linguistica. Come giudicate un tale atteggiamento in netto contrasto con l’art. 3 della Costituzione cantonale?
Non c’è niente da aggiungere.

Il fatto che nei due comuni della Valposchiavo la lingua ufficiale sia l’italiano è un vantaggio o uno svantaggio nel settore turistico?
Noi lo consideriamo assolutamente come vantaggio. L’italianità della nostra cultura è una parte integrante del nostro marketing. Siamo convinti che il fatto che la Valposchiavo sia italofona incida in modo preponderante sulla scelta dei nostri ospiti, provenienti per la maggior parte dalla Svizzera tedesca. Ai nostri ospiti d’oltralpe la lingua italiana evoca un’atmosfera di vacanze e di “dolce far niente” tipiche dell’area mediterranea.

Ritenete importante che i nostri prodotti turistici e agroalimentari vengano pubblicizzati primariamente in italiano con traduzione in tedesco (ev. francese o inglese) o da un punto di vista turistico-economico ciò non ha senso in quanto il cliente finale parla prevalentemente il tedesco?
Riteniamo molto importante che i nostri prodotti abbiano delle denominazioni italiane o dialettali. Proprio in tal senso il regolamento dei prodotti „100% Valposchiavo“ e „Fait sü in Valposchiavo“ esige che i prodotti certificati con questi marchi riportino sull’imballaggio una descrizione/denominazione in italiano (art. 4.5 del Regolamento). Come già accennato, i nostri ospiti ci percepiscono come valle italofona, ecco perché la descrizione in italiano è essenziale. In gastronomia, inoltre, viene spesso usata la lingua italiana (anche per prodotti che non provengono da un paese italofono) per il fatto che l’italianità è anche sinonimo di garanzia di cibo di alta qualità.

Il fatto che in Valposchiavo si parli soprattutto l’italiano (o i dialetti valposchiavini) non è un tratto che conferisce un valore aggiunto al turismo rispetto ad esempio all’Engadina alta, dove è ormai raro sentire conversare due persone in romancio puter?
Certo. È assolutamente positivo che in Valposchiavo il dialetto sia molto vivo. I nostri ospiti vogliono sentire parlare la popolazione locale in dialetto o in italiano, in questo modo si sentono davvero in vacanza. Ciononostante la padronanza della lingua tedesca rimane fondamentale per tutti coloro direttamente a contatto con gli ospiti. Se l’ospite non ha la possibilità di interagire si può sentire perso e non preso in considerazione. Per gli operatori turistici, compreso VT, la ricerca di personale con le competenze linguistiche necessarie, ossia in grado di esprimersi in italiano e tedesco (e volentieri anche in inglese e francese) rappresenta una grande sfida.

Il turismo di massa spesso ha devastato l’identità culturale delle aree nel quale viene praticato. Le tesi portate alla luce dal “Libro bianco per il turismo grigionese” parlano invece di mettere in risalto le nostre peculiarità culturali locali. Come intende profilarsi VT nel campo linguistico?
L’italianità nella nostra comunicazione ha un ruolo fondamentale. Infatti, abbiamo per esempio scelto di parlare quasi sempre ed esclusivamente di „Valposchiavo“ e non di „Puschlav“. Intendiamo così sottolineare l’origine italofona della valle. Ci capita di usare „Puschlav“ per attività online, in modo da agevolare le ricerche tramite Google. Nonostante soltanto il 10% dei nostri ospiti parli italiano, tutti i contenuti sul nostro sito e tutti gli stampati sono disponibili in italiano. Ciò comporta costi elevati di traduzione, e soprattuto di stampa. Tuttavia ne va della nostra credibilità e dunque l’italiano è per noi prioritario. Non siamo mossi da motivi di politica linguistica, ma bensì perché siamo convinti che l’italianità ci dia un vantaggio nel marketing turistico.

È prevista, magari da parte vostra, un’ulteriore presentazione in italiano del “Libro bianco per il turismo grigionese” agli operatori valligiani del settore?
Sì, assieme ad Artigiani e Commercianti Valposchiavo intendiamo organizzare una serata pubblica per presentare anche la versione italiana del “Libro bianco per il turismo grigionese”.


Achille Pola