L’opinione di Cinesuisse sul Referendum Legge sul cinema

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I tre giovani partiti Giovani UDC, Giovani Liberali Radicali e Giovani Verdi Liberali hanno presentato un referendum contro la nuova legge sul cinema. Stanno pugnalando alle spalle la cultura svizzera, l’industria cinematografica svizzera e di conseguenza anche l’economia svizzera. Si oppongono alla maggioranza che in parlamento ha sostenuto la legge. Il Consiglio Federale e il Parlamento non vogliono più vedere la Svizzera svantaggiata in questo ambito. Per questo hanno deciso che anche i fornitori di streaming saranno obbligati a reinvestire nel nostro paese – proprio come accade in altri paesi europei tra cui Italia, Francia, Germania e Spagna.

  • Più serie, più film, più Svizzera

Le piattaforme di streaming come Netflix guadagnano molto in Svizzera e dovrebbero reinvestire parte dei loro ricavi nella nostra industria cinematografica. Per serie e film svizzeri sempre più forti.

  • Condizioni di parità per la Svizzera

L’industria cinematografica svizzera ha bisogno delle stesse condizioni di produzione dell’industria cinematografica dei paesi nostri vicini. Paesi che già oggi presentano obblighi di investimento per i fornitori di streaming. Con questa modifica di legge i registi svizzeri e le produzioni svizzere e con essi i numerosissimi tecnici e professionisti che lavorano nell’industria potranno affrontare con più forza la concorrenza internazionale e i giovani talenti dell’industria cinematografica svizzera avranno nuove opportunità lavorative. Un Sì alla legge sul cinema è anche un Sì alla Svizzera come luogo di produzione più attraente. Il regista svizzero Erik Bernasconi dice: “È fondamentale per la nostra cinematografia avere la possibilità di gareggiare alla pari con i colleghi degli altri paesi. Se non facciamo in modo che i soldi dei grandi fornitori di streaming vengano ridistribuiti sul territorio svizzero, la nostra industria si indebolirà e non avrà la possibilità rafforzare la propria identità all’interno e al di fuori del Paese.

  • Più qualità senza ulteriori tasse

In un paese piccolo e multilingue, sono necessari più mezzi per produrre serie e film attraenti. La Legge cinema così rivista assicura più produzioni e più forti al pubblico. Tutto ciò senza creare nuove tasse: è un obbligo di investimento e le piattaforme streaming saranno libere di scegliere come e dove investire nella produzione svizzera.

Lo scopo della nuova legge sul cinema è il seguente: chi proietta film e serie deve anche investire in essi. Le emittenti televisive svizzere sono già obbligate a reinvestire il 4% delle loro entrate in film e serie svizzere. In futuro, anche le piattaforme di streaming e le finestre pubblicitarie straniere dovrebbero partecipare nella produzione cinematografica (film, documentari e serie) svizzera. Alex Farinelli, membro del Consiglio nazione per il Partito liberale radicale (TI): “Pretendere che i grandi distributori internazionali investano una minima parte del loro fatturato in produzioni svizzere significa promuovere la nostra cultura e permettere ai giovani che vogliono intraprendere questa carriera professionale di avere delle opportunità nel nostro Paese.”

La maggior parte dei paesi europei ha obblighi di investimento comparabili. Per non rimanere indietro a livello internazionale, anche la Svizzera ha bisogno di un tale obbligo di investimento: in questo modo può diventare più competitiva con ulteriori coproduzioni internazionali e grazie alle proprie produzioni. Infine, anche il pubblico ne uscirà arricchito poiché oltre alle produzioni straniere, tutti potremo guardare ottime serie e film svizzeri relativi a tematiche che trattano il nostro paese e la nostra cultura.