Reto Crameri candidato al Consiglio nazionale: “La sicurezza è la mia priorità assoluta”

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In vista delle elezioni per il Consiglio Nazionale, in programma per il prossimo 22 ottobre, Il Bernina ha raggiunto gli 11 candidati grigionitaliani per proporre loro un’intervista. In questo articolo la parola passa a Reto Crameri (Centro), candidato di origini valposchiavine che, per questo motivo, è considerato a tutti gli effetti italofono.

Buongiorno Reto, qual è la principale motivazione che ti spinge a candidarti per il Consiglio nazionale?

Dopo dodici anni di politica comunale e nove anni in Gran Consiglio, ho notato più volte che il diritto federale prescrive sempre di più, ad esempio nella pianificazione del territorio, nel problema dei grandi predatori o nella politica energetica. Credo che i problemi debbano essere risolti a livello locale, dove anche le persone sono coinvolte. Per questo motivo sono favorevole a un maggiore federalismo e a un minore centralismo. Vorrei portare le mie esperienze a livello federale, perché so cosa significa implementare le decisioni federali a livello cantonale e comunale.

Quali esperienze e competenze pensi di poter portare al Consiglio nazionale per rappresentare al meglio il Grigioni italiano?

Sono cresciuto nella Valle dell’Albula e ho le mie radici nella Valposchiavo, dove trascorro regolarmente le mie vacanze e molto tempo libero. Ho molti conoscenti, amici e familiari nel Grigioni italiano e vorrei portare le loro preoccupazioni a Berna. È importante che il Grigioni italiano abbia una voce forte a livello federale, perché la Svizzera italiana non è costituita solo dal Ticino, ma ha una grande importanza anche nei Grigioni!

Come intendi affrontare le sfide specifiche che il Grigioni italiano potrebbe affrontare a livello nazionale?

Ci vogliono discussioni, buone soluzioni e molta persuasione per attirare l’attenzione sulle nostre sfide. Ciò richiede anche un certo pragmatismo e, soprattutto, una buona cooperazione interpartitica. Rimanere ostinatamente sulle proprie posizioni non ci porterà da nessuna parte. Mi impegno a trovare soluzioni valide e decentrate e mi avvarrò della rete di cui già dispongo a livello nazionale.

Quali sono le tue priorità legislative per migliorare la situazione dei cittadini del Grigioni italiano?

Dal mio punto di vista, la pianificazione territoriale è la sfida dei prossimi anni. Soprattutto il Grigioni italiano ne è molto toccato. Secondo il diritto federale dobbiamo ridurre in modo massiccio le nostre zone edificabili e la politica di pianificazione territoriale sta andando nella direzione sbagliata. Costruire al di fuori delle zone edificabili è una grande sfida anche nel Grigioni italiano. Un’altra tematica molto importante è la sicurezza: dobbiamo fare tutto il possibile per garantire la sicurezza dei nostri confini e per evitare un’immigrazione incontrollata. Come membro della Commissione Giustizia e Sicurezza e Presidente dell’Associazione della Polizia cantonale dei Grigioni, la sicurezza è la mia priorità assoluta!

Come pensi di collaborare con altri membri del Consiglio nazionale per ottenere risultati concreti per la regione?

La cooperazione tra i diversi partiti è molto importante. In politica servono le maggioranze, perché è l’unico modo per trovare soluzioni. Grazie alla mia esperienza in Consiglio comunale e in Gran Consiglio, so come creare maggioranze per i problemi che si presentano. Soprattutto come co-presidente della frazione dell’Alleanza di Centro, ho imparato a partire da dove ha effetto. In Gran Consiglio sono passati quasi tutti gli incarichi che ho inoltrato e porterei con piacere la mia esperienza a livello federale per difendere gli interessi dei Grigioni ed in particolare del Grigioni italiano.

Qual è la tua visione per promuovere l’identità culturale e linguistica del Grigioni italiano all’interno della Confederazione svizzera?

Il Cantone dei Grigioni, con il suo trilinguismo, è unico in Svizzera. Possiamo essere orgogliosi di vivere in un Cantone che ha tre lingue ufficiali. Dobbiamo portare questa specialità anche nella Berna federale, perché – come ho detto – la Svizzera italiana è costituita anche e soprattutto dal Grigioni italiano. Ci è concesso di godere di varie simpatie per la nostra specialità, ed è importante difenderle verso l’esterno.

Come intendi affrontare le questioni ambientali e sociali a livello nazionale, tenendo conto delle specificità regionali del Grigioni italiano?

Nel Cantone dei Grigioni abbiamo sfide particolari, come la pianificazione del territorio o il problema dei grandi predatori. Dobbiamo attirare l’attenzione su questi problemi e convincere gli altri parlamentari che abbiamo bisogno di soluzioni speciali. Le sfide di Zurigo, Basilea o Ginevra sono diverse da quelle di Poschiavo, Castaneda o Soglio. Abbiamo bisogno di soluzioni adatte alla popolazione locale. È certamente importante portare ripetutamente nei Grigioni parlamentari federali o impiegati dell’amministrazione federale e richiamare la loro attenzione su questo aspetto.

Quali sono le tue proposte per migliorare la cooperazione tra il Grigioni italiano e altre regioni svizzere?

Sono necessarie una buona rete interpartitica e una certa perseveranza quando si tratta delle sfide speciali che dobbiamo affrontare. Ciò richiede un buon dialogo con i responsabili politici. Vorrei difendere con piacere e impegno gli interessi del Grigioni italiano a Berna.

Marco Travaglia
Caporedattore e membro della Direzione