Il flauto traverso appartiene alla famiglia dei legni, fino all’inizio dell’800 era infatti costruito esclusivamente con questo materiale.
Solo a partire da questo periodo si costruirono flauti in metallo, per ottenere una maggior potenza di suono che si richiedeva soprattutto per le sonorità orchestrali. Il flauto che si suona oggi fu costruito dal flautista e compositore tedesco Teobald Boehm (1794-1881) il quale ne perfezionò il meccanismo delle chiavi.
Il flauto è composto da tre parti: la testata, il corpo centrale e il trombino o piede.
Nella testata è presente l’imboccatura che si chiama boccola. Esistono flauti d’oro, in argento e addirittura di platino, ma per i principianti ci sono materiali meno preziosi e costosi, ma altrettanto validi.
I flauti da studio sono in alpacca argentata. L’argentatura è utile per due motivi; il primo è quello di prevenire allergie che potrebbero verificarsi con il contatto alla lega di metallo, il secondo è che il flauto argentato ha decisamente un aspetto migliore ed è più facile da pulire. Per chi inizia a suonare il flauto esistono in commercio buoni strumenti da studio che si trovano in quasi tutti i negozi musicali. Sono molte le marche di flauti e provengono per la maggior parte dal Giappone. Esistono anche marche cinesi e taiwanesi che naturalmente puntano alla politica dei prezzi bassi ma è sconsigliato in genere acquistare strumenti troppo economici che risultano in genere poco affidabili e che potrebbero avere noie soprattutto nella meccanica.
Molti negozi di strumenti musicali, soprattutto in Svizzera, prevedono anche il noleggio del flauto, il cui costo, nel caso di acquisto definitivo, viene scontato dal prezzo finale.
E’ possibile anche affidarsi agli strumenti usati, verificando preventivamente però con il proprio insegnante, che la meccanica sia in buono stato.
Come si produce il suono del flauto
Il suono del flauto viene prodotto dal flusso d’aria che si infrange contro lo spigolo del foro di insufflazione presente sulla testata. Le labbra devono appoggiarsi sulla boccola coprendo parzialmente il foro di emissione.
Si inizia prendendo confidenza con la posizione della bocca e si prova ad emettere i primi suoni soffiando nella sola testata.
Emettere i primi suoni per alcuni può risultare molto semplice, mentre altri fanno più fatica a trovare il giusto assetto. Non è detto che questi ultimi siano assolutamente “negati”. Non bisogna mai scoraggiarsi!
Nel giro di qualche ora o qualche giorno si possono produrre già dei suoni senza alcun movimento delle dita; dopodiché si passa ad impostare la posizione delle due mani sulle chiavi del flauto completo per ottenere le altre note.
La posizione del flauto in sé non è molto naturale, ma con una buona impostazione di partenza e facendo attenzione a mantenere il più possibile il corpo e i muscoli del viso rilassati si comincia subito a suonare nel registro medio e grave.
L’età per iniziare a suonare, quella cioè che permetta al ragazzo/a di sostenere senza fatica lo strumento e di posizionare le dita sulle chiavi con facilità, è di solito non prima dei 9/10 anni.
Non ci sono controindicazioni per qualunque conformazione della bocca, ma nel caso sia in previsione un impianto di ortodonzia è meglio rimandare a un tempo successivo l’inizio dello studio. Il flauto richiede un buon sostegno della colonna d’aria, che si raggiunge solo con un giusto uso della respirazione diaframmatica, prendendo confidenza sin dall’inizio con questa risulterà tutto più facile.
Lo sviluppo della tecnica flautistica avviene con esercizi che curano l’emissione e la flessibilità nei passaggi tra intervalli via via più ampi. L’agilità delle dita si ottiene con esercizi progressivi, ma già da subito ci si può sentire dei piccoli musicisti suonando semplici brani musicali tratti da antologie facili o musiche e arrangiamenti scritte appositamente anche dal proprio maestro.
E’ molto divertente suonare in duo con un altro flautista o con il proprio insegnante.
Anche il duo con il pianoforte e la chitarra possono dare molte soddisfazioni e naturalmente è molto appagante far parte di una orchestra scolastica, oppure di un complesso bandistico. Di solito in questo ambito il flauto ha spesso un ruolo solistico, ma solitamente ci sono degli adattamenti con parti meno scoperte per i suonatori alle prime esperienze.
La maggior parte del repertorio per flauto traverso è di genere classico, ma oggi i flautisti si avvicinano anche al Jazz, al pop e al folk. Naturalmente per suonare in gruppi jazz e pop è quasi sempre necessario dotarsi di amplificazione.
Ricapitolando quindi, il flauto può suonare ed ha un ruolo importante in quasi tutti i tipi di musica; può far parte di innumerevoli ensemble cameristici e orchestrali e anche per questo è uno degli strumenti più socializzanti.
Giulio Bongiascia, insegnante di flauto traverso














